Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
Il 2025 è stato un anno ricco di sfide e opportunità, affrontate grazie alla fiducia di clienti e partner e al lavoro di una squadra in costante crescita. Il team di Studio Vira si è ampliato ulteriormente,...
Confermare e rinnovare la collaborazione e l'impegno comune nella lotta alle mafie e nella promozione della legalita' attraverso il riutilizzo sociale di beni e terreni confiscati alla criminalita' organizzata: e' questo in sintesi il senso dell'incontro tra il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Dino Scanavino e il presidente e fondatore di Libera Don Luigi Ciotti, che si e' tenuto oggi nella sede nazionale dell'organizzazione agricola. La partnership tra Cia e Libera va avanti fin dal 2001, anno della fondazione della prima cooperativa ''Placido Rizzotto'' nel palermitano, ed e' stata sancita nel 2008 da un protocollo d'intesa con cui la Confederazione si impegna ''attraverso le sue strutture e i suoi tecnici'' a fornire ''consulenza e assistenza alle cooperative e ai soci del progetto Libera Terra nella gestione dei terreni confiscati alle mafie''. Oggi questa collaborazione si intensifica, allargandosi a nuovi ambiti - sottolinea la Cia -. Nel corso dell'incontro con Don Ciotti, il presidente Scanavino ha infatti garantito il sostegno e il contributo fattivo della Cia su molti progetti messi in campo da Libera: dalla nuova edizione della manifestazione ''Contromafie'', in programma a Roma in ottobre, alla campagna ''Miseria Ladra'' con un approfondimento congiunto sui nuovi modelli di welfare sociale nelle aree rurali, alla presenza a livello territoriale negli sportelli ''Sos Giustizia'' presso le Camere di Commercio per dare ascolto e aiuto alle vittime di usura e racket. ''Abbiamo voluto ribadire anche oggi il nostro impegno al fianco di Don Ciotti e dei suoi ragazzi che, nonostante difficolta' e minacce, continuano ad adoperarsi per restituire dignita' e giustizia ai tanti territori umiliati dallo sfruttamento mafioso -ha detto Scanavino-. L'obiettivo comune e' quello di ripartire dall'agricoltura per proporre un modello di sviluppo alternativo alla logica del sopruso e del ricatto. Dimostrare che cio' che la mafia ha sottratto alla collettivita', con la violenza e l'intimidazione, puo' essere restituito alla societa' civile e puo' creare nuove opportunita' di crescita e di occupazione''
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