Risarcimento milionario agli ex proprietari dei terreni su cui sorge l'ospedale di Marsala
Una pioggia di denaro (circa 4 milioni di euro) sta per cadere sul capo degli ex proprietari dei terreni sui quali è stato realizzato il nuovo ospedale di Marsala. A pagare saranno l’assessorato regionale alla Sanità e l’Asp di Trapani. E’ quanto ha deciso, a seguito di un ricorso degli interessati, il giudice Enrico Catanzaro del Tribunale civile di Palermo. Gli ex proprietari (Paola, Salvatore e Matteo Gandolfo, Antonino Amato, Andrea Maggio e Antonia Giacalone) avevano citato, come responsabile civile, anche il Comune di Marsala, ma per il giudice l’amministrazione locale non ha alcuna responsabilità. Una buona notizia per le casse comunali, che altrimenti rischiavano di subire un duro colpo. Secondo i ricorrenti, alcuni aspetti della pratica di espropriazione erano illegittimi. In particolare, gli ex proprietari hanno contestato gli importi del risarcimento calcolati, a suo tempo, dal consulente tecnico d’ufficio. Il giudice ha ritenuto fondata l’istanza, in quanto “l’occupazione delle aree sulle quali poi è stato edificato l’ospedale non è stata preceduta dall’indicazione dei termini per l’inizio e la fine della procedura espropriativa, né sono stati indicati i termini per l’inizio e la conclusione dei lavori”. Assente, inoltre, la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. L’occupazione, quindi, per il giudice, “ha causato l’irreversibile trasformazione del bene a partire dal 1992”. Il giudice civile ha, poi, che “il danno risarcibile corrisponde al valore venale del terreno trasformato in riferimento alla situazione di diritto e di fatto esistente al momento della abusiva manipolazione dell’immobile, cui si correla, per il proprietario, la perdita di ogni utilità da esso retraibile”. La causa nasce dalla riunione di diversi procedimenti avviati dagli ex proprietari contro Asp, assessorato regionale alla Sanità e Comune. L’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Marsala fu avviato nel 1978, quando il Comune di Marsala individuò l'area. I lavori, però, furono avviati soltanto nel 1989. Alla fine del '92 furono completate le opere murarie (costo: 23 miliardi di lire). Nell'ottobre del '96 vennero affidati i lavori di completamento, ma l'anno dopo l'impresa che li stava eseguendo (“Sii” di Messina) fallì. La conseguenza fu un nuovo lungo stop dei lavori. Nel frattempo, incustodita, la mega-struttura (circa 250 posti letto) fu presa d'assalto da ladri e vandali che a più riprese la depredarono. E per rimediare ai danni si dovette spendere un altro miliardo di lire. A completare il quadro, infine, anche una clamorosa vicenda giudiziaria relativa ai primi due appalti che il 5 dicembre del '95 (operazione “Glass”) condusse all'arresto di 26 persone, fra progettisti, imprenditori, amministratori e funzionari dell'ex Usl 3, tutti accusati di aver “gonfiato” i costi dell’opera. Seguirono, poi, condanne e assoluzioni. Infine, nel 2002 - dopo la visita del ministro della Salute Girolamo Sirchia (che definì l’incompiuta una “vergogna nazionale”) e lo stanziamento di 65 miliardi di lire - ripresero i lavori di completamento. A fine agosto 2009, finalmente, l’inaugurazione del nuovo ospedale, grazie ad una coraggiosa ordinanza dell'allora Sindaco Renzo Carini, che ordinò lo sgombero immediato del fatiscente San Biagio.
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