26/11/2015 06:30:00

Turismo e voli charter a Birgi. Carlo Crocicchia: "Nonostante le difficoltà ci crediamo"

Parliamo di turismo in provincia di Trapani e della possibilità di avere dei voli charter sull'aeroporto di Birgi. Lo facciamo con Carlo Crocicchia, direttore del Disìo Resort di Marsala. Crocicchia, ci interessa quello che stanno cercando di fare gli imprenditori e i manager che lavorano nel turismo per cercare di fare sistema. C’è un tentativo promosso dall’Ast, Associazioni Strutture Turistiche dell’ing. Gaspare Giacalone, di mettere insieme gli operatori del turismo e soprattutto di fare qualcosa nei confronti di dell'interrogativo che rappresenta Ryanair nel nostro territorio; e da voi è venuta l’iniziativa presentata qualche giorno fa a Marsala, in cui dite, di Ryanair non ci possiamo fidare, non ci aiuta, e allora organizziamo noi i voli da e per Trapani, come fanno a Pantelleria. E’ giusto Crocicchia? E’ questa l’idea?

La cosa è più complessa dal punto di vista gestionale. Io come direttore del Disìo ho tutto l’interesse a partecipare all’Ast della quale sono portavoce nominato dal direttivo. E in questa ottica sono interessato a cavalcare l’idea che, sviluppata con gli amici Andrea Oddo e Fabio Casano di Pantelleria ha avuto una sua efficacia e funzionalità. Per cui credevo e credo ancora, anche se alcune riserve mi sono nate dopo l’incontro organizzato al Complesso Monumentale San Pietro, vista la poca partecipazione rispetto al tessuto ricettivo che c’è a Marsala e in provincia. Purtroppo la mancanza di formazione professionale nella gestione delle strutture ricettive e soprattutto l’incapacità di fare rete sono indispensabili per fare in modo che la Sicilia occidentale possa diventare quella “destination” che oggi è solo appannaggio di Palermo e Catania.

La vostra idea è quella di sposare il progetto di Pantelleria Island che da otto/nove anni organizza d’estate i voli charter da e per Pantelleria. Oddo qualche tempo fa ci diceva che, paradossalmente, è così conveniente che i turisti si potrebbe farli viaggiare gratis.

Assolutamente. Il problema è tutto qui. La capacità di comprendere la potenzialità della struttura ricettiva e la destination trapanese come attrazione globale nel suo complesso tra le varie location che la compongono, per permettere ai turisti internazionali e nazionali di arrivare in Sicilia e alloggiare a Marsala, piuttosto che a Trapani, a San Vito, e ovunque in Sicilia occidentale e da lì utilizzare una settimana di vacanza per visitare tutte le attrazioni straordinarie che questa terra offre e con la possibilità di arrivarci con un volo charter che, sarebbe sensato e ragionevole pensare che la struttura stessa possa assorbire il costo offrendo al turista un pacchetto a 360° con il quale ammortizzarlo. Ryanair è un importante vettore che, essendo monocliente dell’aeroporto di  Birgi è troppo potente per essere cavalcabile. Se l’aeroporto muove tra arrivi e partenze circa 1 milione e 700 mila passeggeri, bisogna calcolare però quale percentuale di passeggeri che transitano a Birgi rimangono nelle strutture trapanesi, perchè dai dati che ci danno le aziende di noleggio auto, gran parte dei passeggeri che arrivano prendono la loro auto a noleggio e se ne vanno via. Non si può far fede solo su quello che dichiarano le strutture che dichiarano numeri paradossali anche perchè molte sono abusive. A Marsala su 210 strutture ricettive pubblicate online, due terzi sono abusive, e nessuno fa niente e nessuno li costringe a mettersi in regola. Io non voglio che chiudano ma che si mettano in regola.

Mettersi in regola si. Tra l’altro aggiungo che si tratta di un controllo anche superficiale da fare; basterebbe incrociare i dati e vedere le aziende pubblicate online. Diamo qualche numero sul turismo in provincia di Trapani. Se mettiamo insieme tutti i turisti che vengono e tutte le notti che dormono qua, è come se gli alberghi fossero pieni solo ottanta giorni l’anno. Sharm El Sheik fa in una settimana più turisti di San Vito lo Capo tutto l’anno. Questo da un lato ci fa capire che parliamo di un comparto debole in termini di numeri, dall’altro che ci sono margini di miglioramento enormi. Crocicchia, se non c’è il sistema, come si fa? Se poi alle assemblee con gli operatori si è sempre pochi, è difficile andare avanti.

Bisogna riconoscere un fatto, ovvero che i numeri di cui stiamo parlando sono influenzati dall’abusivimo. Quello che lei dà è un dato ufficiale sui nostri dati statistici che diamo a tutti. Però nè io nè lei sapremo mai qual è il dato dei due terzi delle strutture ricettive abusive che sono sul territorio.  Altra cosa da considerare è che la capacità di fare rete è più una questione culturale e imprenditoriale che tecnica. Indiscutibilmente il fattore culturale per il quale il siciliano in generale non ha una propensione a guardare al futuro, e ha una visione a breve termine della sua attività imprenditoriale e poco propensa a ragionare in termini di futuro.

E questo secondo lei è un limite invalicabile. Ma riusciremo a vedere un volo charter?

Io credo di si. Capisco la situazione e sto cercando un escamotage. Se noi albergatori marsalesi faremo un pool che in percentuale rispetto alla propria capacità ricettiva investirà una parte modesta, potremo finalmente vedere dei voli charter. Ma voglio farle io una domanda. Sappiamo che il vecchio presidente Airgest era sotto scacco Ryanair e non poteva prendere iniziative collaterali di sviluppo. Cosa dice il nuovo presidente rispetto a questo?

Glissa sull'argomento. Il vero ostacolo potrebbe essere il fatto che Ryanair non gradirebbe su determinate rotte la presenza di voli charter.

Noi siamo pronti a non entrare in conflitto con Ryanair. Si è parlato ad esempio nell’ultimo incontro, del progetto di spostare il volo da Parigi a Londra che Ryanair non serve, o perlomeno non serve su Birgi.

Insomma, diciamo così, che se c’è la voglia di farlo da parte di tutti gli attori: la politica, l’Airgest e gli albergatori, il progetto Charter si fa.

Si, le posso dare una chiccha. Si sta ragionando a livello ipotetico per trovare una soluzione con l’escamotage di usare Londra e Verona come basi di partenza.