30/11/2015 14:56:00

Alla Nino Castiglione di Trapani il premio Mimì La Cavera di Confindustria Sicilia

 Ripartire dalla visione di Mimì La Cavera, il fondatore della Confindustria siciliana morto nel 2011, per rilanciare l'industria in Sicilia puntando sulla manifattura e l'innovazione come uniche strade per lo sviluppo. Si può riassumere così il senso del Premio che porta proprio il nome del grande imprenditore siciliano e che è stato promosso da Confindustria Sicilia in collaborazione con la famiglia La Cavera, l’Università di Palermo e l’Eni.
Un premio che è stato consegnato per la prima volta oggi a tre imprese siciliane nei rispettivi settori della competitività (la Irritec di Rocca di Caprileone in provincia di Messina: azienda leader nel mondo per i sistemi di irrigazione a goccia), start up (la palermitana Ludwig, start up che ha creato un motore di ricerca specializzato che analizza la frase scritta in inglese e la corregge proponendo abstract che trova nell'infinito database di testi autorevoli presenti online) e marchio storico (la trapanese Nino Castiglione, trasformazione del tonno).
Tre premi e tre simboli di un cambiamento possibile per l’isola: le aziende premiate sono la punta di un iceberg di imprese in costante e continuo mutamento in un sistema sociale e politico complesso. A questo probabilmente fa riferimento nel suo messaggio il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: «Oggi – dice il presidente degli industriali in una lettera inviata al leader degli industriali siciliani Antonello Montante – la Sicilia sta vivendo, da un punto di vista organizzativo, una fase di cambiamento che, pur nella sua complessità, rappresenta una best practice per tutto il paese». E parlando del premio dice: «Istituire un premio a La Cavera rappresenta una iniziativa che non rimane solo sul piano del ricordo di tutti coloro che hanno speso tempo, energie e capacità per costruire la nostra Confindustria».
E proprio in questo percorso di costruzione della nuova Confindustria si inserisce il pensiero di Mimì La Cavera cui l’attuale classe dirigente degli imprenditori siciliani si ispira chiaramente anzi ne rivendica il passaggio del testimone: dalla riforma di Confindustria Sicilia nascerà Sicindustria, una associazione che richiama quella voluta da La Cavera in cui si rivendica un autonomismo produttivo, efficiente, efficace lontano e contro dalla costruzione politica parassitaria che è stata fatta in Sicilia. «Ripartiamo dal sogno di Mimì, dalle sue idee – dice Montante – e proviamo insieme ad immaginare questa nuova Sicilia, che non ha alcuna chance di rimettersi in moto se non attraverso l'impresa. Perché, però, dalle parole si passi ai fatti è necessario guardare in faccia la realtà e analizzarla senza ipocrisie. Non è possibile assistere, in un momento come questo, a scontri politici, a ripicche, a giochi di potere. Cosa manca oggi alla politica in Sicilia? Gli occhiali... Sono politici miopi. E una politica miope. C'è un tempo per tutto. E questo è il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare. Rimettiamo le imprese al centro del dibattito. Ridiamo luce al tessuto economico di quest'isola fatto di piccole e medie imprese, così come lo immaginava Mimì. Che prima di ogni altro aveva intuito che lo sviluppo passa dalla manifattura, spina dorsale di ogni economia. E quindi trasformiamo la Sicilia da terra di consumo a terra di produzione».