22/02/2016 06:45:00

Contro l'abusivismo i bar di Marsala aumentano i prezzi. Il caffè passa a un euro

 Ci sono i locali che non possono somministrare alimenti, ma lo fanno lo stesso. Quelli che non possono fare attività di ristorazione, ma cucinano primi e secondi. Le pasticcerie che non possono somministrare. Ci sono poi, ed è anche questa la nuova frontiera, le pasticcerie casalinghe. Peparano torte con tanto di decorazioni all’ultima moda, per occasioni speciali come lauree e compleanni. Sono le appassionate di dolci che vendono le proprie creazioni. Ma non sono pasticcerie, e non c’è soprattutto la tracciabilità dei prodotti utilizzati. Sono presenti a Marsala, come in altre città.
Ora però i bar e i ristobar lilibetani si sono arrabbiati, e hanno chiesto maggiori controlli al Sindaco e ai Vigili Urbani contro l’abusivismo.
Come prima mossa i titolari di alcuni bar di Marsala si sono fatti promotori di una iniziativa che mira ad “innescare un meccanismo di condivisione di prezzi senza peraltro avere obiettivi di fare “un cartello” ma garantire un rapporto migliore tra qualità e prezzo, ai clienti”. L'obiettivo - hanno dichiarato in una nota - “è anche quello di fare chiarezza su alcuni aspetti legati all'abusivismo, sempre più dilagante, nel settore della ristorazione da bar”. Con questi obiettivi è nata l'iniziativa di un gruppo di gestori di bar e ristobar che, in sinergia, si è confrontato sui prezzi applicati al pubblico. I titolari dei bar non si confontavano su queste tematiche da diversi anni. L’intento è quello di “migliorare il rapporto con una clientela sempre più esigente e attenta alle politiche, a volte diverse, che sono state in vigore negli anni, solo per la mancanza di un confronto sano e costruttivo”.
A proposito dell’abusivismo, gli oltre 15 esercizi marsalesi hanno evidenziato che “sempre più spesso si trovano pasticcieri improvvisati, chef che svolgono la loro attività a domicilio (esentasse) o attività commerciali che svolgono servizi aggiuntivi per i quali non sono provvisti di regolare autorizzazione”. Questo gruppo di gestori non ci sta e chiede maggiore chiarezza sull'argomento, volendo incontrare il sindaco Alberto Di Girolamo, l'assessore alle attività produttive, Antonino Barraco, e il comandante dei Vigili urbani, Vincenzo Menfi.

E proprio in questi mesi sono state fatte diverse operazioni sul territorio proprio in materia di abusivismo commerciale sia dalla Polizia Municipale che dalla Guardia di Finanza, soprattutto nel centro storico. Ad esempio sono stati numerosi i controlli operati dalla Polizia Municipale, guidata da Vincenzo Menfi, che si sono concentrati sui bar che operano con servizio di ristorazione. Sono diversi, infatti, i bar che cucinano cibi come ristoranti ma che non hanno l'autorizzazione per farlo. Su questo fronte sono scattate diverse sanzioni. Altri interventi hanno riguardato i locali che avevano occupato spazi pubblici, anche questi, senza autorizzazione o con autorizzazioni non rispettate. Ad esempio quei locali che hanno il permesso per occupare, con tavolini, sedie e gazebo, una certa area ma ne occupano invece una molto più grande.
Nel 2015 la squadra Annona della Polizia Municipale ha operato 125 sequestri per abusivismo commerciale. In più sono scattati 57 verbali nei confronti di bar, ristobar e locali che erano in qualche modo abusivi: ossia praticavano servizi senza averne l’autorizzazione, come la somministrazione (che è diversa dalla vendita), o chi aveva la licenza da bar e faceva anche ristorante, oppure chi occupava più suolo pubblico rispetto a quanto era stabilito nella concessione. Con tutte queste operazioni i Vigili Urbani di Marsala sono quelli che hanno effettuato il numero più alto di sequestri in provincia di Trapani.

Quest’estae invece fece quattro “vittime” il blitz in centro storico della sezione di pg della Guardia di finanza della Procura di Marsala e dell’Asp. Operavano, senza autorizzazione, da ristorante, è stata questa l’accusa mossa a quattro esercizi commerciali del settore alimentare nel centro storico di Marsala (due in via Garibaldi e due in piazza Mameli). Fiamme Gialle della Procura e funzionari dell’Asp avrebbero, inoltre, riscontrato carenze igienico-sanitarie, violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, nonché l’impiego di lavoratori “in nero” per cui sono scattate salate multe.

Nel frattempo i bar che hanno chiesto un incontro al sindaco hanno reso noto un nuovo listino con i prezzi “aumentati”. Ad esempio un caffè passa da 90 centesimi a un euro. Oppure i cornetti, che costano 1 euro.