10/09/2016 07:00:00

Marsala e gli animali torturati. L'Oipa: "Intervengano le autorità". Blitz per 20 cani

 E’ stato trovato tutto rotto. Fracassato dalle continue batoste che dei bulli gli infliggevano. Lo avevano chiuso in una busta di plastica fatto volteggiare e sbattuto più folte a muro. Poi è stato lasciato per terra, agonizzante, ancora dentro la busta di plastica, per giorni. Ma nessuno ha fatto niente. Nessuno ha soccorso Bilbo, il gatto randagio malmenato nel rione popolare di Amabilina, a Marsala. Bilbo è il nome che gli è stato dato dai volontari dell’Oipa di Marsala. Tutto in un clima di completa omertà da parte dei presenti, di chi abita in quelle zone.
“Nessuno di chi ha assistito alla scena ha fatto niente per impedirlo - raccontano i volontari marsalesi dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali - tanto meno fermati tanto che i ragazzi hanno continuato fino a spezzare tutte le ossa al gatto che quando lo abbiamo recuperato era in fin di vita e non abbiamo potuto che portarlo in clinica veterinaria per porre fine alle sue sofferenze. Di questa terribile vicenda siamo venuti a conoscenza per caso”.
Bilbo poi è stato soppresso, per lui non c’era nulla da fare e l’eutanasia è stata l’unica soluzione alla sua lenta e dolorosa agonia. La tortura che ha subito questo gatto non è l’unico episodio del genere.
“In un clima di totale omertà, degno del miglior film sulla Mafia, nel quartiere di Amabilina quest’anno si sono verificati gravi casi di maltrattamento a danno di cani e gatti. Quest’anno ci hanno, infatti, segnalato, anonimamente ovviamente, il caso di cuccioli che venivano usati come palloni da calcio da ignoti ragazzi” continua l’Oipa. “Siamo addolorati ma soprattutto indignati, per la crudeltà di chi compie questi gesti e per la complicità di chi li vede compiere senza intervenire nè denunciare”. L’Oipa di Marsala lancia un appello “alle forze dell’ordine ed alle Autorità cittadine di intensificare i controlli sul territorio nella zona di Amabilina posto che i cittadini non collaborano in quanto non denunciano questi fatti gravissimi che sono segnali di un disagio sociale e morale da non sottovalutare. Siamo pronti a non arrenderci e chiediamo ai consiglieri comunali di portare questi preoccupanti avvenimenti in Consiglio Comunale per chiedere misure urgenti atte a contrastare il dilagante fenomeno degli abbandoni e dei successivi maltrattamenti su animali inermi.Marsala non merita questo!”.
Nei giorni scorsi intanto personale veterinario dell’Asp, Vigili Urbani e Carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nei pressi di contrada Addolorata. I controlli hanno riguardato lo stato in cui venivano custoditi circa 20 cani in una sorta di casa-ricovero. Qui il personale ha effettuato diversi controlli sanitari e amministrativi. Al momento si sa solo che non sarebbero emersi casi di maltrattamenti, i cani non si presentavano denutriti, ma sono in corso ulteriori accertamenti. Al momento non è scattata alcuna denuncia.
Intanto a Campobello proprio davanti ai continui maltrattamenti nei confronti di cani e gatti randagi è stato costituito un “Comitato per la tutela degli animali randagi”. Domenica 4 Settembre, a Tre Fontane, presso il lido “Al fierro 4”, si è svolta, su iniziativa di alcuni cittadini, la riunione per la nascita del Comitato, che all'atto della costituzione può vantare già su 5 promotori e su 24 cittadini aderenti. Tutto era partito da due giovani campobellesi, Giacomo Covais e Veronica Mangiaracina, che avevano creato una pagina facebook, “Randagi di Campobello”, con l'intento di aiutare i cani e che poi, visto il numero consistente di “like”, hanno deciso, incontrando gli altri iscritti alla pagina ed analizzando le possibili soluzioni, di passare dal virtuale al reale proponendo di costituire un comitato per sollecitare le istituzioni a tale fenomeno.

Molto partecipata la riunione di costituzione, nella quale erano presenti giovani e cittadini campobellesi accomunati dall'amore per gli animali.
Articolati e precisi gli interventi dei promotori del Comitato che hanno analizzato il fenomeno del randagismo in maniera puntigliosa, sottolineando che, nonostante esistano tante leggi a tutela degli amici a quattro zampe, il fenomeno dell'abbandono dei cani è purtroppo ancora una triste realtà.
Il dibattito è stato impreziosito da importanti spunti di riflessione offerti dall'intervento di Elena Martorana, Presidente dell'E.N.P.A. di Castelvetrano. Nell'atto costitutivo i promotori del Comitato: Giacomo Covais,Veronica Mangiaracina, Riccardo Marchese, Caterina Cappellino, Marcella Biancalani, specificando di voler promuovere “ogni iniziativa utile e necessaria volta a tutelare la salute e l'incolumità dei cittadini e dei randagi “, si dichiarano intenzionati a “sensibilizzare l'opinione pubblica e le Istituzioni al fine di realizzare un canile-rifugio nel quale curare, sterilizzare ed accudire gli animali randagi presenti sul territorio campobellese”e, nominando portavoce Giacomo Covais, specificano che l'iniziativa “rimane aperta, senza alcuna restrizione, a chiunque, condividendo i principi ispiratori del comitato, voglia sottoscrivere il documento per l'adesione”.