08/06/2018 06:00:00

Marsala. Familismo, appalti, esposti. Tante cose poco chiare nei servizi sociali

 A Marsala i Servizi Sociali sono nell'occhio del ciclone. Tra commissioni di inchiesta che potrebbero partire, esposti anonimi, anomalie, e casi di conflitti di interesse, negli ultimi mesi il clima attorno ai servizi sociali si è fatto molto pesante in città.


Parliamo di un settore che ogni anno mette in circolo circa 20 milioni di euro per la gestione di situazioni molto critiche, che vanno dall’assistenza ai disabili, all’assistenza a persone economicamente in difficoltà, e poi i profughi minori non accompagnati.
Un mondo fatto di associazioni con grande spirito di servizio, cooperative, e ogni tanto qualche anomalia, qualche stranezza su cui la politica ha diverse responsabilità. Anche perchè, la politica, ci sguazza nelle cooperative, molte sono riferibili e bacino di voti per personaggi politici.

I CONFLITTI D’INTERESSE

Pare ci siano una serie di conflitti di interesse che i consiglieri Daniele Nuccio e Michele Gandolfo hanno segnalato già tempo fa. Le risposte non sono mai arrivate nonostante siano passati due anni. I consiglieri, insieme ad altri undici firmatari, hanno chiesto l'istituzione di una Commissione d'inchiesta per fare luce su alcuni aspetti.
E cioè di assistenti sociali, dipendenti di cooperative incaricate dal Comune, che sono imparentati con funzionari di primo ordine del settore. Si può fare? Non proprio. Eppure pare che ci siano proprio degli assistenti sociali, assunti da cooperative incaricate dal comune, che hanno all’interno, proprio del settore servizi sociali, dei parenti molto stretti con ruoli di primo piano al Comune. “Che io sappia non ci sono questo tipo di conflitti d’interesse. Se fosse così non sarebbe una bella cosa”, dice l’assessore alle Politiche Sociali Clara Ruggieri. Ma qualcuno controlla? “I dipendenti comunali fanno una autocertificazione ogni anno dicendo che non hanno rapporti di parentela con cooperative, associazioni, che sono fornitrici del Comune”. E poi basta, nessun altro controllo sulle cooperative e sugli assunti, sui rapporti di parentela.

L'ESPOSTO
 Qualche giorno fa, il 29 maggio, è stato presentato un esposto al Comune e alla Procura a firma di diversi presidenti di cooperative. E’ un mezzo esposto anonimo, ma che parla di favoritismi con “risposte che vanno date giuste a secondo quale presidente di cooperativa si presenta”. E questo dipenderebbe, sempre secondo l’esposto, anche da rapporti familiari. Il rischio, in sostanza, è che il funzionario possa essere più celere nelle pratiche di liquidazione della fattura di una cooperativa e tergiversare per un’altra. O ancora che per gli affidi di soggetti che rientrano in determinati progetti vengano favorite alcune coop piuttosto che altre. E’ un terreno molto viscido, scivoloso, su cui, dicono dal Comune, si stanno facendo delle verifiche. Nell'esposto si chiede l'intervento della Procura per fare chiarezza su tutti i fatti che sono accaduti, non avendone avute dall'assessore con delega Clara Ruggieri: “Nessuna risposta perchè non si è mai documentata o a dir meglio si è poco interessata sulle problematiche dell'ufficio”. “Non è così. Non sono qui per lo stipendio come dicono”, risponde Ruggieri che ammette che sono stati fatti cambiamenti e turn-over tra il personale del suo settore nell’ultimo anno dopo le segnalazioni di anomalie. L'esposto però è un atto di accusa molto pesante.

L’APPALTO ALLA COOPERATIVA SERENITA’
Il Comune di Marsala ha pochi assistenti sociali, quattro in tutto. Dovrebbe averne 15, dovrebbe assumerli, ma non l’ha fatto. Allora nel 2016 è stato messo a gara l’appalto per il supporto ai servizi sociali, tutela minori e famiglie. Gli assistenti sociali sono chiamati, in sostanza, a gestire casi delicati che il Comune non può per mancanza di personale. Il servizio è stato affidato, dopo la gara, alla cooperativa Serenità, che ha sede legale a Salaparuta, in compartecipazione con la cooperativa Universo Donna. Il servizio costa al Comune di Marsala circa 300 mila euro l’anno. La cooperativa, detto dai ben informati, è molto vicina all’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, e a guidarla è tale Stefania Mistretta, che ha lavorato in passato nelle cooperative del re delle coop Norino Fratello.
Su questo appalto, sugli assistenti sociali che lavorano per la coop si stanno facendo delle verifiche, però, perchè c’è qualcosa di poco chiaro. Infatti a maggio l’appalto è stato prorogato senza alcuna gara. “Dovevamo assumere personale ma non abbiamo fatto in tempo, abbiamo prorogato fino a dicembre”, spiega l’assessore Ruggieri.


Ma come funziona? Cosa c’è scritto nel capitolato? Il comune non ha assistenti sociali. Li assume la cooperativa a cui è stato affidato il servizio. Gli operatori devono però rispettare determinati requisiti. Bene. In occasione della proroga la  “Serenità”, che assume direttamente, sostituisce gli assistenti sociali e il loro relativo coordinatore. Negli ultimi venti giorni vengono mandati a casa alcuni assistenti sociali e il coordinatore. Tutto ok? E' da vedere. Perchp il capitolato di appalto parla chiaro: gli assistenti sociali possono essere sostituiti con altri di pari titoli o superiori. Le ultime sostituzioni, invece, sarebbero avvenute nel mancato rispetto del capitolato,  perchè gli assistenti sociali non avrebbero dei curricula che mostrerebbero competenze uguali o superiori ai precedenti. Del caso se n’è occupato anche il consigliere Michele Gandolfo che ha chiesto di visionare i curriculum. E anche il Comune si è dato una mossa. Infatti ha inviato una nota alla coop chiedendo i curriculum degli assistenti sociali per fare delle verifiche. “Abbiamo contestato qualcosa alla cooperativa, in effetti”, dice adesso l’assessore Ruggieri, “stiamo facendo le opportune verifiche”. E se gli assistenti non dovessero rispettare i requisiti? La coop potrebbe sostituirli, o nella peggiore delle ipotesi venire revocato l’appalto. Altra cosa che succede dopo la proroga è la riduzione di alcuni servizi. Come il taglio delle ore di lavoro da 36 a 18 all’unico assistente che si occupava di Piano di Zona.


In questo caso  il bando prevedeva un assistente sociale che si doveva occupare del piano di zona per 36 ore a settimana. Risultato? Un solo assistente sociale per 18 ore settimanali. Il bando è scaduto il mese scorso, e per tutti questi spostamenti e i turnover non  è stata data alcuna spiegazione.
Ciò che stranizza è il silenzio dei Dirigenti comunali, chiamati in causa più volte non avrebbero dato  spiegazioni. Sembrano dei Servizi Sociali a conduzione personale e familiare, come se di mezzo non vi fosse un Ente locale che si chiama Comune.
Il terreno è impervio, scotta. Ma al comune pare che un po’ di fifa sia arrivata. Infatti nei giorni scorsi, dopo l'arrivo dell'esposto, l'assessore Ruggieri e i funzionari e i dirigenti si sono incontrati di fretta e furia.