19/06/2018 10:10:00

Sondaggi: la Lega è il primo partito italiano. Salvini vuole la crisi per tornare al voto

 Cominciamo la nostra rassegna stampa dal Sole 24 Ore: «Nel giorno in cui per la prima volta i sondaggi danno la Lega primo partito, Matteo Salvini va ad Arcore per un faccia a faccia con Silvio Berlusconi. Un incontro “cordiale” nel quale si sarebbe discusso delle misure di politica economica, a partire dal Def, di occupazione e lavoro e dei ballottaggi che si terranno domenica. Ma più dei contenuti, il faccia a faccia di ieri conferma che Salvini e Berlusconi non hanno alcuna intenzione di rompere l’alleanza di centrodestra. Anche perché le ultime rilevazioni danno in crescita non solo la Lega ma anche i suoi alleati di centrodestra ovvero Fi e FdI. Per Swg il partito del ministro dell’Interno continua a crescere e nel giro di una settimana è aumentato di oltre il 2% attestandosi al 29,2%, seguito dal M5S che è sceso al 29 dal 31,5%. Una tendenza confermata anche da altri istituti. La Noto Sondaggi infatti aveva registrato il sorpasso del Carroccio sui pentastellati già alla fine della scorsa settimana: primo partito la Lega con il 29%, secondo M5S con il 27%» .
 

Salvini ha già un’altra battaglia pronta: fare un censimento dei rom. Parlando a Telelombardia, ha annunciato che dal Viminale si sta facendo preparare «un dossier sulla questione, una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti sono». Per il ministro degli Interni, gli stranieri irregolari «andranno espulsi con accordi fra Stati, ma i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa». Dopo le prime inevitabili polemiche, Salvini ha poi precisato: «Facciamo un’anagrafe, nessuna schedatura». Nonostante la marcia indietro, sono arrivate le parole critiche dell’altro vicepremier Di Maio: «Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di schedatura e censimento degli immigrati perché se una cosa è incostituzionale non si può fare». L’associazione “21 luglio” che si occupa della tutela dei diritti della comunità rom e sinti ha ricordato a Salvini che «un censimento su base etnica non è consentito dalla legge. Inoltre esistono già dati e numeri su chi vive negli insediamenti formali e informali e i pochi rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili». Indignazione compatta del Pd. Gentiloni: «Ieri i rifugiati, oggi i Rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo».

Di Maio sperava che Conte, andando a Berlino portasse in primo piano il reddito di cittadinanza. Invece., ecco il retroscena di Repubblica: «“Matteo all’inizio si è dimostrato leale – è la profezia che ripete sempre più spesso il leader del M5S al suo entourage - ma non vorrei che a dicembre mandasse tutto all’aria per tornare al voto e capitalizzare il suo consenso”. Dovesse farlo, giurano i sondaggi attuali segnando il clamoroso sorpasso del Carroccio sul Movimento, raccoglierebbe la maggioranza. Svuotando i grillini. Quando a Palazzo Chigi suona l’allarme, Conte capisce immediatamente da dove arriva il pericolo. Il problema è che ancora una volta non sa come arginarlo. “Mi sembra chiaro che c’è una strategia dietro – si lamenta ufficiosamente il premier – non vorrei che qualcuno punti a destabilizzare il governo”» .


Giuseppe Conte è stato accolto ieri in Cancelleria a Berlino con gli onori militari. Ha avuto quindi un colloquio con Angela Merkel. Temi principali: i migrati e il lavoro. «Le nostre frontiere sono quelle europee», ha detto Conte, «l’Italia non può continuare a fare da sola sui migranti». «Potenziare Frontex e tutelare le frontiere esterne: affrontiamo i problemi di petto. Su richiesta dell'Italia, vogliamo aiutare anche con la nostra solidarietà», è stata la risposta della Merkel. Sul tema del lavoro e della disoccupazione Conte ha annunciato che «nel prossimo consiglio europeo faremo pesare la voce per orientare i fondi europei verso misure di sostegno alla inclusione sociale», con chiaro riferimento al reddito di cittadinanza.

In realtà Angela Merkel è in grave difficoltà sul tema dei migranti. Ieri il suo ministro dell’Interno, Horst Seehofer, capo dei conservatori bavaresi alleati con il partito della Cancelliera, le ha lanciato un ultimatum, dandole tempo fino alla fine di giugno per trovare una soluzione europea sull’immigrazione. Secondo il piano di Seehofer se entro fine giugno non dovessero raggiungersi accordi con i partner dell’Ue (un Consiglio europeo è in programma il 28 e 29 giugno) comincerebbero i respingimenti di migranti ai confini della Germania. Secondo un recente sondaggio, il 62 per cento dei tedeschi vuole che i migranti senza documenti che arrivano al confine siano respinti, esattamente in linea con la posizione di Seehofer; e l’86% è favorevole ad accelerare le espulsioni di quelli le cui richieste di asilo siano state negate.