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07/07/2018 06:00:00

Operazione "Brother", Fratello nega ogni addebito. Il gip conferma l'arresto in carcere

L’ex deputato regionale dell’UDC, Norino Fratello, arrestato giovedì con l’operazione “Brother”, ha negato ogni addebito nel corso dell’interrogatorio davanti al gip di Trapani Emanuele Cersosimo che ha confermato la custodia cautelare in carcere.

Fratello, difeso dagli avvocati Giovanni Palermo e Lillo Fiorello, su molti punti contestati non ha risposto perché, - dicono i legali - vuole conoscere bene le accuse di reato riguardanti le intestazioni fittizie delle coop. Su queste, Fratello non è stato in grado di rispondere ma ha soltanto fatto capire che in questa vicenda lui è una vittima.

Parte importante dell’interrogatorio, durato quasi tre ore, è toccata al reato di bancarotta fraudolenta della società che gestiva un centro sportivo e benessere, e la difesa si è concentrata su questo reato per chiedere la revoca degli arresti in carcere e ottenere una misura alternativa. Il gip non ha deciso e si è riservato di farlo dopo aver ascoltato il parere della Procura.

Per quel che riguarda la gestione delle cooperative che si occupavano dei centri di accoglienza, i difensori di Fratello confermano la contestazione all’ex presidente della cooperativa Letizia, Lorenzo La Rocca, dicendo che il loro assistito, quando uscirono sui giornali le dichiarazioni, presentò una denuncia per calunnia nei confronti dell'ex amministratore.

Bisogna, però, ricordare, che le dichiarazioni di La Rocca, che è il testimone chiave dell’intera operazione “Brother”, sono state riportate nella stessa ordinanza di arresto firmata dal gip Cersosimo. Dichiarazioni, secondo le quali, la gestione del denaro della cooperativa Letizia era nelle mani dell’ex deputato. “Fratello mi disse che i soldi dovevano uscire quando lo diceva lui, ha detto ai giudici La Rocca.

E dalle stesse dichiarazioni di La Rocca è emerso come nelle cooperative di accoglienza gestite dai prestanome di Fratello, si risparmiava su tutto e in particolare sulle forniture del vitto. La colazione veniva fatta soltanto con pane e latte, quando la convenzione prevedeva anche the, il burro e la marmellata. L’acqua veniva riempita in dei bidoni anziché comprarla e questo comportava un grande risparmio nell’arco del mese. Ma si risparmiava anche sulla carne come sulla frutta. 

Intanto, dalle indagini è emerso che i soldi destinati alle cooperative per l’accoglienza dei migranti, oltre all’acquisto degli abbonamenti per lo Juventus Stadium – negli uffici di Fratello sono state trovate le fatture intestate alla cooperativa Sole di Roberto Cordaro -, servivano anche a pagare la benzina per le auto private di Fratello. Mezzi che Fratello usava e che non avevano nessuna attinenza con il lavoro della cooperativa. Di certo non serviva ai migranti il rimorchio e il carrello agganciati alla sua auto per trasportare un gommone.

Tra gli elementi che hanno portato ai primi indizi e che sono serviti agli inquirenti per capire il ruolo di riferimento di Fratello nel business delle cooperative per la gestione dei migranti, rientrano i numerosi contatti tra l’ex deputato dell’Udc e il mazarese Matteo Giacalone, persona che orbita da tempo nell’accoglienza dei migranti. In una intercettazione del novembre del 2014 Giacalone parla con Fratello, indicandogli una struttura da verificare per l’accoglienza. Giacalone: “Norino io domani dovrei andare a vedere un sito dove si potrebbero alloggiare…”, e Fratello rispose: “E tu vai a vederlo e poi ci vediamo”.