01/12/2018 10:09:00

Premio Mondello, Davide Enia vince tutto con il suo libro su Lampedusa

«Lampedusa è estensione non solo geografica della mia isola, che è la Sicilia, ma proprio della mia stessa cultura: rappresenta la frontiera del mio linguaggio». Ad essere descritta così, con le parole del suo stesso autore, è la Lampedusa di Appunti per un naufragio (Sellerio) di Davide Enia vincitore del SuperMondello e del Mondello Giovani 2018 e, inoltre, designato per la sezione dell'Opera Italiana assieme a Michele Mari (Leggende privata; Einaudi) e Laura Pariani (di ferro e d'acciaio; NNE), all'interno della 44a edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello.

 

Tentare di nominare ciò che ancora non ha nome nel nostro codice linguistico dei sentimenti, di trovare il modo di registrare la Storia che da un quarto di secolo ci cade addosso con il magnetofono della letteratura, questo è l'obiettivo delle pagine di Enia. Nella motivazione del premio leggiamo: «Davanti alle “domande smisurate” della Storia, Enia scopre - più che tracciare - delle linee guida che possono aiutarci a capire alcuni fatti fondamentali dell’umanità davanti al problema dei flussi migratori. Per esempio, che se difendersi dallo straniero è un istinto, salvare pure è un istinto e non necessariamente una risposta morale».

 

Il SuperMondello e il Mondello Giovani vengono assegnati da una giuria di lettori qualificati dislocati in tutto il Pease e da studenti di scuole dell'intera Sicilia. E l'attribuzione di tutte le categorie di premio del Mondello a Appunti per un naufragio non può non essere letta come l'esigenza di una risposta letteraria alle scelte politiche disumanizzanti del governo assunte negli ultimi mesi. Il libro di Enia è un «registratore empatico senza protagonismo» che mostra il ribaltamento della condizione del naufrago: oggi non più soltanto i corpi dei morti a Lampedusa, ma anche i corpi di noi tutti naufraghi nell'indifferenza e nella paura dell'altro. È un premio, il Mondello di quest'anno, che chiede una nuova luce, d'altronde, come dice l'autore, Lampedusa viene da lampos, la fiamma che illumina nell'oscurità la strada da ritrovare.