"Un'altra strada", il libro-manifesto di Matteo Renzi. La recensione
Più che un libro è un manifesto, un manifesto di speranza che potrebbe portare ad un nuovo contenitore politico. Un soggetto che guarda concretamente ai problemi del Paese, li analizza senza giri di parole con la consapevolezza che un’altra strada c’è, si può percorrere.
Il libro di Matteo Renzi, “Un'altra strada”, fin dalle prime pagine è uno spin-off di positività, affonda le mani dentro i populismi, cerca di stanarli nonostante l’opinione pubblica sia avversa, traccia la via.
Lontano da quei compagni di partito che lo hanno tradito e combattuto ,nonostante abbia vinto le primarie nazionali per due volte.
Lo dice nel suo libro: “C’è una parte della sinistra che sta fisicamente meglio all’opposizione: non sopporta l’idea di essere al governo, di essere maggioranza, di decidere”.
Una disamina, fredda, di quella che è stata la sinistra, e lo è ancora, sempre alla ricerca di un nemico fuori e dentro il partito, un fuoco amico. Gridare all’opposizione non può essere utile se non c’è la costruzione di una alternativa, e nonostante Renzi, dalle pagine di tutti i quotidiani, continui a dire che non fonderà un altro partito è vero anche che il suo libro traccia l’altra strada: “Vi è un altro dovere: trovare il modo di inserire le scelte politiche in una cornice ideale”.
Renzi ha un modo di intendere la politica che è passione, poesia, pragmatismo, riformismo che significa pure garantismo e non giustizialismo a corrente alternata.
Appiattimento della classe dirigente e ignoranza dilagante, il merito non va più di moda e la parola chiave non può non essere che cultura: perché la bellezza è più forte delle barbarie.
Si fa riferimento a quelle che furono le riforme del governo Renzi, fra tutte la Buona scuola, e alla percezione negativa che ne nacque. Le misure di quel periodo furono comunicate male, in maniera frettolosa, il dazio venne pagato il 4 marzo 2018.
Si riconosce nella sua scrittura il tratto caratteriale dell’essere eccessivamente sicuro di se stesso, sacripante, una sorta di complesso di superiorità, e difatti pure se l’intento è quello di fare autocritica non ci riesce.
Dall’Europa all’emigrazione alla globalizzazione, dal caso Consip al reddito di cittadinanza i temi toccati sono tanti, riuscirà Renzi a coprire quella “vuotanza” che c’è in politica? “C’è un’altra strada che ci aspetta”.
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