27/03/2019 04:00:00

Il 4 aprile in libreria 'Il sistema Casaleggio. Il piano per manomettere la democrazia"

Partito, soldi, relazioni: ecco il piano per manomettere la democrazia. Quanto costa piazzare i propri uomini nel palazzo del governo di una democrazia occidentale? Trecento euro. Con questo investimento e qualche anno di lavoro è possibile influenzare il governo di un paese del G7.

Esce in tutte le librerie d’Italia il 4 aprile, edito da Ponte alle Grazie, il nuovo libro di Nicola Biondo e Marco Canestrari Il sistema Casaleggio.
Dopo il grande successo di Supernova – il primo libro scritto dai due autori nel 2017 che raccontava tutti i segreti, le bugie e i tradimenti del Movimento 5 Stelle – Biondo e Canestrari ritornano sul tema, analizzando più in profondità l’intero sistema che si cela dietro un movimento politico che in pochissimo tempo è stato protagonista di un’inedita scalata al potere.
Il sistema Casaleggio, infatti, racconta come la famiglia Casaleggio in soli dieci anni sia riuscita a ribaltare i giochi di potere nel nostro paese e ricostruirli a proprio piacimento.

Una storia italiana, questa, che investe però inevitabilmente anche il destino di tutti i paesi democratici. Comprendere cosa sia accaduto in Italia negli ultimi quindici anni, infatti, concede una lente d’ingrandimento sugli stravolgimenti in atto che riguardano l’organizzazione del consenso. Quella dei due autori – entrambi con alle spalle un importante trascorso professionale nella Casaleggio Associati – è un’inchiesta che può mettere al riparo gli altri paesi nell’immediato futuro.

Il merito di Nicola Biondo e Marco Canestrari è quello di aver dimostrato come oggi una piccolissima azienda possa scalare le istituzioni con un investimento economico irrisorio. Il tutto, all’interno di un contesto internazionale che vede negli Stati Uniti la vittoria di Donald Trump e della Brexit in Gran Bretagna. A differenza del Presidente americano e della campagna per il “Leave”, però, i Casaleggio non hanno investito ingenti somme di denaro e il capitale impiegato non era certo il loro. Grazie ad una fine e sapiente gestione degli strumenti di comunicazione digitali, delle relazioni politiche ed economiche e dell’influenza di un carismatico personaggio pubblico, hanno saputo organizzare un partito politico dal nulla e, in poco più di dodici anni, portarlo al governo.

Così, prima con il Blog di Beppe Grillo e ora con il Movimento 5 Stelle, i Casaleggio hanno condotto il dibattito pubblico da dietro le quinte. Un potere che oggi è concentrato interamente nelle mani di Davide Casaleggio.
Seppure in assenza di una codificazione, di un’esplicitazione netta, tutti sanno da chi andare per ottenere il via libera per una nomina – o, per dirlo con le parole di Giorgio Meletti sul «Fatto Quotidiano», “ottenere il certificato di riverniciatura”. Tutti, all’interno del partito, sanno perfettamente chi consultare nei momenti chiave e soprattutto di quale azienda non si può parlare.

Un potere che viene esercitato con estrema cautela e, forse proprio per questo, con altrettanta efficacia. Come ha specificato il direttore de Linkiesta.it Francesco Cancellato: “un potere che risponde ad un’agenda propria, apparentemente diversa da quella di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle”.

Il sistema casaleggio  - Il libro

SINOSSI BREVE:
Con un investimento minimo, un uomo si è assicurato un’influenza decisiva sul governo del nostro Paese, una rete di relazioni privilegiate e la gestione di un flusso di denaro di svariati milioni. Il metodo che ha utilizzato è legale e riproducibile; il ruolo che si è costruito inattaccabile. Parliamo di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, il fondatore di Casaleggio Associati, del Movimento 5 stelle e dell’Associazione Rousseau. È lui oggi uno degli uomini più potenti d'Italia, il fulcro di un allarmante conflitto di interessi.

 

NOTE DEGLI AUTORI:
“Il Movimento 5 Stelle non è più l’evoluzione dei MeetUp, ma il ramo d’azienda politico di un’entità più grande che noi definiamo ‘sistema Casaleggio’. Un sistema basato sul conflitto d’interessi, ben più subdolo e pericoloso di quello di Silvio Berlusconi. Quello era palese. Questo viene invece occultato. Sotto una valanga di bugie. Nel nostro libro spieghiamo come è nato, come ha scalato l'Italia e dove ci porterà”.
(Nicola Biondo, Marco Canestrari)

 

L'INTRODUZIONE SU AFFARITALIANI.IT
Da quasi un secolo, l'Italia è un laboratorio dove si sperimentano nuove forme di esercizio del potere. In Italia è nato il fascismo; in Italia, per cinquant'anni, hanno convissuto la mafia, il potere clericale e il più grande partito comunista da questo lato del Muro; in Italia ha esercitato il potere, per un quarto di secolo, il capo di un impero mediatico.
Nel bene e nel male, ogni esperimento italiano ha in- fluenzato e ispirato le sorti del mondo: Hitler frequentò la scuola di regime di Mussolini; durante la guerra fredda l'Italia è stata, insieme a Berlino, il fulcro di scontri e trattative tra le superpotenze che governavano il globo; la parabola di Trump ricorda molto la vicenda di Silvio Berlusconi.
Ancora oggi, a cavallo tra il secondo e il terzo decennio del XXI secolo, l'Italia è l'officina dove si fabbricano e spe- rimentano nuove, diverse forme di esercizio del potere che possono essere facilmente replicate altrove. "L'Italia è l'esperimento più importante, dal vostro governo parte la rivoluzione". Parola di Steve Bannon, l'ex stratega della Casa Bianca di Donald Trump.
Questo libro non è un'inchiesta su fatti da svelare, ma su circostanze da spiegare per comprendere com'è cambiato l'esercizio del potere negli ultimi vent'anni: se prima conquistare i vertici dello Stato richiedeva tempo, relazioni, ingenti finanziamenti, agli attuali governanti sono bastati pochi anni e pochi denari.
In Italia c'è una persona che con un investimento di soli trecento euro si è assicurata l'influenza sul governo del Paese, una rete di relazioni privilegiate e la gestione di un flusso di denaro di svariati milioni di euro. Il metodo che ha utilizzato è perfettamente legale e facilmente riproducibile; il ruolo che si è costruito inattaccabile. Stiamo parlando di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto che fu il fondatore di Casaleggio Associati s.r.l., del MoVimento 5 stelle e dell'Associazione Rousseau.
Descrivere il potere dei Casaleggio è come comporre un puzzle. Ci sono migliaia di pezzettini: associazioni aperte e chiuse, avvocati, notai, relazioni, contatti, incontri, cene, convegni, partiti politici, aziende pubbliche e private. Frammenti di racconto che presi da soli non hanno un grande significato. Bisogna ricostruire e collegare i tasselli con pazienza, per capire come ciascuno sia parte di uno schema coerente. Il paravento dietro cui si nasconde questo inganno è l'asserita volontà di costruire un nuovo modello di democrazia, la "democrazia diretta", governata da un'applicazione web di pessima qualità chiamata Rousseau. Rousseau dovrebbe, nelle intenzioni di Casaleggio, sostituire i processi democratici maturati in secoli di storia: "il Parlamento diventerà superfluo" ha profetizzato in un'intervista al giornalista Mario Giordano il 23 luglio 2018.
Il sistema Casaleggio è il racconto di come le nostre democrazie siano diventate fragili e, forse, indifese.
In Italia, se si parla di politica e Rete si pensa subito al MoVimento 5 stelle, ma sarebbe un errore ritenerlo il fine ultimo. Il MoVimento è uno strumento, uno dei tanti attra- verso i quali Gianroberto e Davide Casaleggio hanno con- centrato nelle loro mani influenza e potere.
Come nasce e si evolve il M5s l'abbiamo raccontato in Supernova (Ponte alle Grazie, 2018) nel quale un capitolo intero era dedicato a Casaleggio Associati, l'azienda che ha prodotto il partito adesso al governo. Abbiamo spiegato la rete di relazioni tra la metà degli anni Duemila e la metà de- gli anni Dieci di questo secolo. Adesso è tempo di alzare lo sguardo, guardarci intorno e capire come, soprattutto dopo la scomparsa di Gianroberto Casaleggio, quell'ambiente abbia prodotto altri attori e continuato a muovere pedine tanto velocemente e confusamente che, ormai, è perfino difficile capire in quale veste si presenti Davide Casaleggio quando parla in pubblico.
Faremo il punto sullo status quo, descrivendo tutte le entità che ruotano intorno alla figura di Davide Casaleggio, ne racconteremo l'evoluzione. Va infatti riconosciuta a Casaleggio la capacità di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali in cui opera. Chiarissima è stata l'accelerazione del processo di specializzazione delle attività seguita alla morte del padre Gianroberto: prima si occupava di tutto Casaleggio Associati, l'azienda di famiglia. Ora Davide è presidente di tre soggetti giuridici che assolvono a diversi compiti, alcuni relativi all'attività politica del MoVimento 5 stelle, altri all'attività culturale legata alla memoria del padre, altri ancora a quella commerciale della s.r.l. A questo assetto si è arrivati gradualmente e in maniera non indolore: sono tut- tora aperti processi, indagini e procedure del Garante della privacy.
Davide Casaleggio si è assicurato un ruolo dalle caratteristiche uniche rispetto al partito di governo: non ha una carica ben definita eppure gestisce flussi di denaro ricondu- cibili all'attività politica; amministra i processi democratici interni; consiglia informalmente parlamentari e ministri. E non c'è alcuna norma tramite la quale la sua figura possa essere sostituita.
Siamo di fronte a una nuova forma di potere, formalmente legittima, che sfugge a qualsiasi controllo democratico e che ha finalità estranee all'interesse pubblico. Lo Stato, attraverso il MoVimento, è diventato un asset.
Studiare la figura, il ruolo e l'agenda di Davide Casaleggio serve per fare luce sul pericolo che i nostri sistemi democratici stanno correndo. Nel Novecento pochi soggetti avevano la possibilità di raccogliere e gestire il consenso: i partiti e i sindacati hanno assolto al compito di permettere ai cittadini di partecipare alla vita politica, mettendo a loro disposizione percorsi di formazione, strutture organizzative, mezzi di comunicazione a cui, altrimenti, non avrebbero potuto accedere. Il percorso per la politica nazionale era lungo e gli strumenti di partecipazione erano pensati per filtrare le posizioni più estreme e premiare il pensiero originale. Anche l'informazione indipendente seguiva lo stesso schema e ha contribuito, per sessant'anni, alla solidità del sistema nel suo complesso.
Negli ultimi trent'anni il mutato contesto storico e l'accelerazione del progresso tecnologico hanno disarticolato quel sistema: il rischio è che le democrazie occidentali diventino vittime del loro stesso successo e prede di soggetti senza scrupoli.
La guerra fredda è finita, i costi di comunicazione e organizzazione sono abbattuti in ogni settore della società. Proprio come nuove aziende mettono in crisi e rivoluzionano interi mercati, così nuove organizzazioni sociali stanno disarticolando le nostre istituzioni, ovunque nel mondo. Il movimento pro Brexit nel Regno Unito, Le Pen e Macron in Francia, Trump negli Stati Uniti, il MoVimento 5 stelle in Italia: realtà che hanno in comune l'alterità rispetto ai sistemi politici preesistenti e, in alcuni inquietanti casi, l'aiuto più o meno determinante della propaganda del regime di Putin. Questo libro racconta il caso italiano come paradigma e monito per tutto il mondo: siamo in pericolo ed è urgente trovare soluzioni efficaci per salvarci.