08/05/2019 15:48:00

La deputata Piera Aiello conferma di essere indagata, le reazioni

E' stata ripresa da diverse testate nazionali l'inchiesta di Tp24.it sulle indagini che riguardano Piera Aiello, deputata del Movimento Cinque Stelle 

Come ha scritto Tp24.it, l’onorevole Aiello è attualmente indagata per falso in atto pubblico ed è stata già ascoltata dai magistrati inquirenti. Secondo alcune fonti anonime del Comune di Partanna – riferisce sempre Tp24 – ad iscrivere la Aiello nelle liste elettorali del Comune di Partanna sarebbe stato l’avvocato Peppe Gandolfo, coordinatore di un’associazione antiracket della quale fino a qualche mese fa la stessa Aiello era presidente. Assieme alla Aiello sarebbe indagato anche un funzionario del Comune di Partanna andato in pensione da qualche mese. In un post del 10 gennaio scorso la Aiello dichiarava che la sua candidatura «è stata vagliata e dichiarata VALIDA da un tribunale». Caso chiuso? Si tratta di un dossieraggio per screditare la deputata? Secondo Tp24.it la risposta è no.

piera aiello candidatura certificato elettorale - 3

Il problema è che quel certificato elettorale – a norma di legge – non avrebbe potuto essere presentato ed utilizzato. Non è al momento chiaro – ed è probabilmente su questo che i magistrati stanno indagando – come quel documento sia stato prodotto ed utilizzato per presentare la candidatura della Aiello, che è stata candidata dal M5S nel collegio uninominale di Marsala. Dal MoVimento 5 Stelle della città dicono di non saperne nulla. E probabilmente è così perché i candidati all’uninominale sono stati scelti e vagliati personalmente dal Capo Politico del M5S Luigi Di Maio (non si tratta cioè di persone che hanno partecipato alle parlamentarie). Quella intrapresa dalla Aiello – il “dribbling”-  era del resto l’unica strada per potersi candidare e entrare in Parlamento per proporre una legge di riforma delle misure di protezione dei testimoni di giustizia (che sono cosa ben diversa dai collaboratori di giustizia) che sia più attenta ai loro diritti di persone. La sua scelta è stata coraggiosa perché ci vuole un coraggio formidabile per rinunciare all’identità fittizia e mostrarsi di nuovo a volto scoperto di fronte ai mafiosi. Sembra però davvero incredibile che i vertici del partito che mena vanto della sua capacità di selezione delle candidature non si siano accorti dell’intoppo legale che avrebbe impedito alla Aiello di candidarsi. Lo diciamo chiaramente: Piera Aiello non era certo una “incandidabile” nell’accezione data al termine dal M5S quando parla di imprensentabili, si tratta invece di un impedimento tecnico legato alla sua condizione di testimone di giustizia. Cionondimeno dalla ricostruzione fatta dal giornale trapanese emerge come la Aiello non avrebbe potuto candidarsi. E rimane un ultimo dubbio: il M5S è a conoscenza che una sua deputata è indagata?

La difesa di Piera Aiello

L’onorevole Aiello conferma di essere indagata ma spiega che si trastta di «una vicenda squisitamente politica: la mia candidatura ha tarpato le ali a qualche avversaria, che si è arrampicata sugli specchi per segnalare agli inquirenti irregolarità, che sono inesistenti. Mi sono candidata con il beneplacito degli organismi competenti, che, naturalmente, hanno vagliato la situazione».

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La deputata pentastellata si dice  amareggiata per l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Sciacca per falso: «Ho dato la vita allo Stato – sottolinea all’Ansa-. Per un quarto di secolo sono stata un fantasma, senza un volto ed un nome. E solo chi ha vissuto la mia stessa condizione può capire cosa significhi tutto ciò. Una vita fatta di rinunce e sacrifici». Al tempo stesso però si dice serena e fiduciosa, convinta che tutto finirà in una bolla di sapone. Piera Aiello conferma di essere stata già sentita dalla magistratura e aggiunge: «posso dimostrare, con documenti alla mano – ha affermato – che ero candidabile». A questo punto rimane solo  un dubbio: la Aiello aveva avvertito i vertici del MoVimento di essere indagata? E se sì perché non si è autosospesa? In caso contrario – e codice etico alla mano alla mano – il M5S potrebbe vedersi costretto a prendere provvedimenti.