Castelvetrano. Lillo Giambalvo, "bibitaro" al torneo della legalità
Mentre dai microfoni a tutto volume, qualcuno sottolineava che “Noi siamo qui per dimostrare che Castelvetrano è la città della legalità”, Lillo Giambalvo vendeva bibite dietro una specie di banco bar dello stadio.
E’ successo ieri, nella città dei templi e dell’olio, in occasione della nona edizione del Torneo della Legalità in memoria del defunto presidente dell’associazione Civitas, Antonio Zanda.
Il quadrangolare di calcio (ne avevamo parlato qui), oltre alla squadra della Civitas, ha visto la partecipazione della nazionale magistrati, quella degli attori e la formazione dei Bersaglieri del 6° Reggimento di Trapani.
Un evento molto vivo nelle foto e nelle interviste di rito, ma forse poco sentito dalle scolaresche, che rappresentavano il pubblico principale.
Sono infatti passati quasi inosservati i gol della prima partita tra il 6° reggimento dei Bersaglieri di Trapani e la squadra dell’associazione Civitas che ha organizzato il torneo: troppe teste chine sugli smartphone. Senza contare quei ragazzi (più di un centinaio) che non hanno nemmeno fatto finta di seguire, trascorrendo il tempo dietro gli spalti e fuori dallo stadio.
Ma la presenza di Giambalvo come bibitaro d’eccezione, colpisce molto.
Non che non potesse farlo, per carità. Anche un paio d’anni fa, avrebbe potuto continuare a fare il consigliere comunale, visto che era stato assolto in primo grado dall’accusa di mafia.
Solo che quelle intercettazioni in cui diceva che si sarebbe fatto 30 anni di galera per proteggere Matteo Messina Denaro e che, se lui fosse stato il boss, avrebbe ucciso il figlio dell’allora collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa per dissuaderlo dal parlare, hanno avuto un grosso peso in termini di opportunità. Al punto che il caso Giambalvo finì per essere uno dei motivi che hanno prodotto lo scioglimento per mafia del comune.
Il relativo commissariamento durerà fino a domani, quando il ballottaggio avrà deciso chi sarà il prossimo sindaco di Castelvetrano.
Certo, alla fine la promozione della cultura della legalità tra i più giovani attraverso lo sport è stata comunque un successo.
Lo sport fa bene. Sono le bibite che forse contengono troppo zucchero.
Egidio Morici
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