23/05/2019 06:00:00

Il turismo in provincia di Trapani/3. Boom di hotel e b&b, ma i visitatori sono gli stessi

 La provincia di Trapani tiene, nonostante la crisi dell'aeroporto di Birgi. Il turismo nel territorio, secondo quanto emerge dalle statistiche dell'ex Provincia che si riferiscono al 2018, rispetto all'anno precedente perde poco. Il comparto anzi sembra è in leggera crescita rispetto agli anni precedenti, gli anni d'oro di Ryanair e Birgi. I dati, come abbiamo visto ieri, se disaggregati mostrano però la sofferenza dei maggiori poli turistici della provincia. Da San Vito a Favignana, da Trapani a Marsala, ad Erice. Perdono tutti quota, chi più chi meno, mentre si è registrato il boom di Mazara del Vallo e di diversi piccoli centri non prettamente turistici.

Chi sono i visitatori, da dove vengono e qual è l'offerta ricettiva della provincia di Trapani?

Partiamo dai dai turisti che arrivano in provincia di Trapani. La maggior parte dei visitatori sono italiani, circa due su tre. Nel 2018 sono arrivati 469 mila italiani, circa 25 mila in meno rispetto al 2017, il 5,1%. Mentre le presenze sono un milione 566 mila, 90 mila in meno dell'anno precedente: -5,3%. I visitatori nostrani sono soprattutto siciliani,: 238 mila arrivi e 596 mila presenze, il 38% del totale. Il “mercato” siciliano, se così lo possiamo chiamare, resta per lo più stabile, non ci sono state variazioni, un lieve aumento dello 0.4% di arrivi e presenze. Stabili anche i visitatori della Lombardia, la seconda regione di provenienza dei visitatori in provincia di Trapani. Diminuiscono anche i visitatori che arrivano dal Lazio, dall'Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche. Per avere un segno più negli arrivi e presenze bisogna ringraziare i pugliesi, che svuotano d'estate le proprie coste invase da turisti e vanno nelle regioni limitrofe, e si avventurano fino alla provincia di Trapani.



Ma arrivano anche molti turisti stranieri in provincia di Trapani
, circa un terzo del totale degli arrivi. Qui bisogna fare un ragionamento, sempre basato sui dati che ha trasmesso l'Ufficio statistica del Libero Consorzio di Trapani raccogliendo le informazioni dalle strutture ricettive della provincia.


I dati sui turisti stranieri nel 2018 sono rimasti più o meno invariati, c'è stata una leggera diminuzione degli arrivi dello 0,4% e un aumento delle presenze dell'8%, che è il dato più importante. Ebbene, il dato sulle presenze dei turisti stranieri in provincia di Trapani è il più alto degli ultimi 5 anni. Soltanto nel 2013 c'è stato un boom di arrivi stranieri superiore a quello del 2018. L'ultimo dato indica 815 mila presenze, nel 2017 755 mila, 693 mila nel 2016, 730 mila presenze nel 2015, 752 mila nel 2014, 862 mila nel 2013. Il trend è uguale anche con gli arrivi. 218 mila arrivi nel 2018, 600 in meno rispetto al 2017, quindi sostanzialmente invariato. Soltanto nel 2013 si sono registrati più arrivi, circa 230 mila. Sono dati che smentirebbero l'equazione “più voli uguale più turisti stranieri”, visto che si riferiscono agli anni in cui Ryanair ha detto addio all'aeroporto di Trapani Birgi. Le nazionalità più presenti nel nostro territorio sono Francia, Germania e Paesi Bassi, e continuano ad aumentare. Gli arrivi francesi sono aumentati del 12,5 e le presenze del 10,7%, tedeschi: +3,7% di arrivi e +10,9 di presenze. Boom dei Paesi Bassi: +48,7% di arrivi e + 163,5% di presenze. Diminuiscono considerevolmente polacchi e belgi.

Questi turisti dove alloggiano? Qual è l’offerta ricettiva della provincia di Trapani? Si dice che a soffrire la crisi di Birgi siano soprattutto le piccole strutture ricettive, i b&b e affittacamere. I dati dell’ufficio statistica tengono conto delle informazioni trasmesse dalle strutture. C’è da dire però che c’è un gran numero di strutture non registrate e che non comunicano i dati su arrivi e presenze. E’ il turismo sommerso fuori dalle statistiche ufficiali. 
La tabella in basso ci aiuta a capire qualcosa sulle sistemazioni preferite dai viaggiatori.

 

Ci sono strutture alberghiere ed extralberghiere (campeggi, b&b, case vacanze, etc.) Sono gli hotel, rispetto a b&b e case vacanze, quelli più gettonati dai visitatori della provincia di Trapani. Su 688 mila arrivi 492 mila preferiscono l’hotel, e tra questi 3 e quattro stelle.


I dati dicono una cosa molto importante. A soffrire di più sono le strutture extralberghiere, mentre gli hotel tengono il passo dello scorso anno. Gli hotel hanno registrato un -0,8% di arrivi e + 2,9% di presenze. La categoria è trascinata dagli hotel a 4 stelle che hanno avuto una crescita importante soprattutto nelle presenze. Le strutture extralberghiere invece perdono quota di ospiti rispetto allo scorso anno, -10% di arrivi e -10,3% di presenze. Un dato importante perchè si verifica ciò che non era successo in passato, ossia la perdita di ospiti delle piccole strutture che ebbero un boom negli anni d’oro di Birgi. Strutture che sono penalizzate anche da una concorrenza sleale da chi è abusivo.

In tutto ciò, però, qual è l’offerta ricettiva della provincia di Trapani? Quanti e che tipo di posti letto ci sono? Ce lo dice quest’altro grafico in basso che fa un paragone rispetto al 2009, dieci anni fa, e si nota come siano cambiate alcune cose. Ad esempio, nel complesso gli hotel sono rimasti invariati, ma sono diminuiti quelli a una, due, tre stelle. Gli imprenditori hanno infatti subito la batosta dalla nascita di b&b e si sono buttati anche loro, in molti casi, verso una tipologia che gode di regole più elastiche e regimi fiscali diversi. Infatti negli ultimi 10 anni le strutture ricettive extralberghiere sono aumentate in maniera esponenziale. Le strutture sono aumentate dell’81,5% mentre i posti letto del 23%. In totale, tra hotel e strutture ricettive “semplici” c’è stato un aumento del 58.7% in nove anni e del 10,19% di posti letto. Secondo i dati ufficiali i b&b e gli affittacamere sono praticamente raddoppiati, ma ovviamente non è incluso il sommerso, e allora la somma aumenterebbe ancora di più.
Altro dato importante è quello sull’occupazione lorda, cioè il numero di presenze in proporzione ai posti letto. L’indice è pressappoco invariato tra il 2018 e il 2017. C’è flessione a giugno e luglio, invariato ad agosto, piccolo aumento a settembre e maggio. Agosto resta il mese più “occupato”. Secondo i dati ufficiali viene prenotato il 60% dei posti letto a disposizione in provincia di Trapani. Non proprio “full”. Un dato che sta a significare che ci sono molti più posti letto e quindi molte più strutture ricettive di quanti siano in effetti i visitatori. Durante tutto l’anno solare il tasso lordo di occupazione è di 21,5, e a trainare è il comparto degli hotel.

 

I comuni invece? Ecco la tabella.

I dati parlano chiaro. A Trapani, sulla spinta della vicinanza dell’aeroporto di Birgi, sono nate negli ultimi 9 anni parecchie strutture ricettive. Rispetto al 2017 nel 2018 si registrano 119 nuove strutture, tra alberghiere e non, e un aumento di posti letto dell’8.1%. Dal 2009 al 2018 il capoluogo ha raddoppiato i propri posti letto. Ma allo stesso tempo registra oggi un tasso di occupazione inferiore alla media. Anche a San Vito, Marsala Favignana, Pantelleria, Mazara, Castellammare sono nate nuove strutture ricettive. In media, tra i maggiori poli turistici, nell’ultimo anno sono nate, o si sono registrate, il 74,7% di strutture in più. Negli ultimi 10 anni i posti letto sono aumentati del 12,4% nelle città turistiche. Un dato importante, dicevamo, è quello sull’occupazione lorda. Tra i principali comuni turistici il tasso più alto spetta a Marsala: 27,6. Mentre Pantelleria è la peggiore con 15,1. In media però soltanto il 21,5 in totale, tra piccoli e grandi poli turistici, indica che rispetto alle strutture presenti ci sono pochi turisti.

 

Allora la crisi del turismo è spiegata qui. I visitatori sono rimasti quelli di sempre, anzi, negli ultimi due anni, secondo i dati ufficiali, è aumentato qualcosa rispetto al passato. Il fatto è che ci sono molte più strutture turistiche, l’offerta aumenta, la domanda resta la stessa. E in tutto ciò non possono essere considerate le strutture irregolari. Ecco che si genera, in questi casi, una guerra tra poveri. Il pane è rimasto lo stesso, sono le bocche da sfamare ad essere di più.