L'acquacoltura nella Riserva dello Stagnone per conservare l'ambiente?
Il 15 giugno scorso, dopo circa tre quarti d’ora d’attesa rispetto all’orario fissato per le 17,30, al Complesso S. Pietro di Marsala, in seguito all’introduzione di Letizia Pipitone, rappresentante locale di Legambiente, e all’intervento del Sindaco Alberto Di Girolamo, il prof. Andrea Santulli, finalmente, ha iniziato ad illustrare la programmazione che dovrebbe portare al discusso “Progetto Acqua Sal”.
Il professore, in un certo qual senso, ha iniziato là dove il Sindaco ha concluso: lo Stagnone è qualcosa di troppo importante e , però, se molte cose non le tocchi si rischia di farle morire. Non diciamo sempre di no, rischiando di fare morire qualcosa, creiamo (probabilmente dicendo si) occasioni di lavoro. Così il prof. Santulli ha proseguito, evocando la “strategia della crescita blu”, per uno sviluppo: “intelligente, sostenibile e inclusivo”, grazie al sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) al “progetto pilota” Acqua Sal. Un modo nuovo di concepire l’acquacoltura che alla produzione compatibile di orate, spigole e cefali aggiunge lo sfruttamento enzimatico di organismi “estremofili” (presenti nelle saline e ambienti similari), nel nostro caso alofili, da impiegare in farmacologia. A tutto questo, per mitigare l’impatto, non può mancare la classica “pista ciclabile” e l’opera di architettonica ambientale del “ponte” che dovrebbe congiungere la salina Genna a Villa Genna che dovrebbe assurgere ad una sorta di laboratorio scientifico, piccoli acquari compresi. Il prof. Santulli avrebbe, probabilmente, continuato nell’illustrazione di altre meraviglie programmate per la Salina e per la Villa, quando dalla sala si è sollevata una voce: “E Mozia?”. Risposta: “che c’entra Mozia?”.
Quella, comunque, è stata l’occasione per fare cessare l’esposizione del prof. Santulli e aprire, finalmente, il dibattito con il pubblico intervenuto in buon numero, nonostante il caldo anomalo di questo giugno. Mozia, evidentemente, è parte imprescindibile della bellezza naturale e della storia dello Stagnone per cui, tutti ci saremmo aspettati un po’ di attenzione anche per Mozia, visto che la “conservazione dell’ambiente e della biodiversità per la gestione del paesaggio”, come da locandina di Legambiente e del Comune per pubblicizzare il convegno, non può essere ristretta solo a quella parte dello Stagnone che interessa all’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, e all’Assessorato comunale alle Attività produttive. Lo Stagnone, riserva naturale, area della rete Natura 2000, tutelato da vinco paesaggistico, è bene “ambientale e culturale” la cui competenza è dell’Assessorato regionale del Territorio e all’Ambiente e dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e Ambientali (per intenderci).
Il 15 giugno non c’erano né l’Assessorato regionale all’Ambiente, né l’Assessorato regionale ai Beni Culturali, come non c’era, contrariamente a quanto previsto in locandina, il naturalista dei naturalisti siciliani (o forse è l’unico?) di Legambiente, Angelo Dimarca. Cosa che la dice lunga sulla compatibilità di questo progetto nella salina Genna in cui, in seguito all’abbandono della salicoltura, oggi nidificano il Fratino ed il Fraticello e in condizioni di maggiore vigilanza, tranquillità e cura, probabilmente, nidificherebbe anche il Fenicottero, come avviene da qualche anno a questa parte nella salina di Priolo, gestita appunto per la “conservazione dell’ambiente e della biodiversità”, come da leggi e regolamenti . Massimo Fundarò, ex membro della Commissione parlamentare ambiente, consapevole delle ripercussioni che possono avere progetti come Acqua Sal in aree protette, dai delicatissimi equilibri ambientali, è intervenuto per far rilevare che, per aggirare gli ostacoli, è ormai prassi nella presentazione di progetti fare uso di termini poco noti o più ammalianti per camuffare il significato di ciò che si vuole realizzare, esempio: “Il ricorso al termine termovalorizzatore piuttosto che inceneritore”. Legambiente Marsala, piuttosto che propagandare queste iniziative in aree naturali protette, faccia ciò che hanno fatto gli ambientalisti di Legambiente Ferrara. Si sono uniti ai “naturalisti ferraresi” e hanno detto un secco no all’offerta del Sindaco di Comacchio e degli organizzatori del concerto di Jovanotti, per il 20/8/2019, nello spazio retrodunale alla “Spiaggia degli Estensi”. Il prof. Santulli & C. facciano e ci illustrino (come da legge) lo Studio d’Incidenza Ambientale e poi ne riparleremo.
Enzo Sciabica (naturalista).
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