Da due anni minaccia e perseguita i vicini di casa. Arrestato un mazarese
Da due anni minaccia, insulta e offende quotidianamente i vicini di casa. Prende di mira la loro auto, sporcandola e bucandogli tutte e quattro le ruote e tra le altre cose arriva pure ad urinare sul portone di casa. Per il reato di stalking, i carabinieri hanno arrestato un 69enne di Mazara che è stato rinchiuso nel carcere di Trapani. Qui i dettagli nel comunicato dei militari:
Nella giornata di Giovedì 27 giugno i Carabinieri della Stazione di Mazara del vallo hanno tratto in arresto per il reato di stalking un 69enne mazarese. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha infatti accolto la richiesta di aggravamento di misura cautelare avanzata militari della locale Stazione disponendo per il soggetto, la custodia cautelare in carcere.
Le condotte criminose, iniziate già nel 2017, hanno visto i vicini di casa dell’uomo bersagliati da insulti, molestie ed offese di ogni tipo al punto da ingenerare in loro, un costante stato d’ansia oltre al timore del rischio della propria incolumità.
Tali ripercussioni si concretizzavano oltre che nei confronti dei vicini di casa anche su cose di loro proprietà come quando sempre nel 2017 veniva presa di mira l’autovettura di due coniugi imbrattata continuamente con acqua sporca, letame fino al giorno che è stata ritrovata con tutte e 4 le ruote forate.
Altri episodi di rilievo si sono verificati lo scorso mese di agosto quando l’uomo più volte urinava sul portone della casa affianco la sua rendendo difficoltosa persino l’uscita di casa dei proprietari.
Le continue vessazioni, gli insulti subiti e le minacce che ormai da più di un anno giungevano incessantemente, hanno portato le vittime a denunciare la situazione, oramai divenuta insostenibile, al Comando Stazione Carabinieri di Mazara del Vallo che giovedì ha notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del molestatore seriale
Il risolutivo intervento dei militari che hanno seguito la vicenda dall’inizio senza mai sottovalutare la pericolosità del soggetto, ha permesso di evitare conseguenze ben più gravi derivanti dall’escalation di molestie che ormai, quasi quotidianamente, venivano compiute.
Il soggetto, al termine delle formalità di rito, è stato quindi tradotto presso la casa di reclusione “Pietro Cerulli” di Trapani.
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