20/08/2019 10:00:00

Castelvetrano, costituito il presidio di Italia Nostra

Si è costituito a Castelvetrano un presidio di Italia Nostra che intende occuparsi di tutte le questioni che interessano il territorio della città e delle sue frazioni. In particolare sono tre i punti che il presidio descrive in una nota stampa. Ecco quali sono:

1) Castelvetrano è segnata profondamente da un uso dissennato degli strumenti urbanistici, che hanno modificato la morfologia urbana. La volontà degli amministratori del passato di espandere la città a Nord e a Sud, ha risposto più a logiche di speculazione fondiaria, che alle necessità dei cittadini. Lo “stiramento” innestato in un tessuto urbanistico , che risente molto del periodo arabo, ha creato una serie di problemi, di cui vogliamo occuparci attraverso un’analisi attenta del P.R.G. e quindi un confronto con l’amministrazione sulle eventuali insufficienze di questo.

2) Altra questione che avrà la nostra attenzione sarà il rapporto tra Parco Archeologico e città di Castelvetrano, con particolare riferimento al Museo Civico. Attualmente il comitato tecnico consultivo, del quale dovrebbe far parte anche il Sindaco è scaduto, Il direttore del parco quindi gestisce in totale autonomia il Parco e, duole dirlo, non tiene in nessun conto la possibilità di iniziative che possano avere una ricaduta positiva sulla città.

Riteniamo invece che molte cose possano essere fatte affinché il flusso turistico che tocca Selinunte possa riversarsi anche a Castelvetrano. Naturalmente è necessario che il Museo Civico si specializzi, trovando una sua ragione d’essere senza entrare in competizione con il Museo del Parco.

3) Infine tutte le questioni che riguardano la conservazione dei BBCC presenti sul territorio. Dalla “vasca selinuntina” a Palazzo Pignatelli, a Castelvetrano non mancano BBCC di gran interesse che purtroppo sono abbandonati all’incuria. La chiesa del Carmine, nonostante i finanziamenti europei per il restauro, dopo anni di abbandono è nuovamente in una situazione critica. I palazzi privati (palazzo Noto, palazzo Signorelli, palazzo Frangipane, palazzo Di Stefano), sono semidiroccati, puntellati (occupando suolo pubblico) e in attesa, da parte dei proprietari, di un crollo definitivo. E’ necessaria un’attenzione ed un impegno alla ricerca di finanziamenti per il recupero di questi edifici che finora è mancato