11/09/2019 06:00:00

Lo Stagnone di Marsala, le polemiche e un progetto di salvaguardia finanziato dall'UE

La Laguna dello Stagnone di Marsala, oltre che in uno stato di abbandono generale, con i cinque pontili interdetti e ancora da sistemare, il problema kite e non solo, rimane anche al centro delle polemiche tra Legambiente da un lato e il commissario del Libero Consorzio, Raimondo Cerami, dall’altro.

Nei giorni scorsi c’è stato uno scambio di battute, un classico botta e risposta, sulle pagine di tp24.it, avviato da Legambiente che, con un suo documento ha detto chiaramente come la pensa, sia sull’attuale gestore – il Libero Consorzio - sia sulle cose che non vengono fatte e quelle che, invece, dovrebbero realizzarsi, a cominciare proprio da una nuova gestione (qui potete leggere l’articolo con il documento firmato dalla presidente del circolo di Legambiente Marsala – Petrosino Maria Letizia Pipitone).

In risposta al documento di Legambiente, prima della replica di Cerami, era intervenuto sempre dalle pagine di Tp24, il naturalista Enzo Sciabica che con una sua nota ha detto come la pensa sull'assegnazione di una Riserva e come nel tempo questa sia diventata, soltanto uno stipendificio direttamente collegato alla politica (qui potete leggere l’articolo).

Un ulteriore passaggio di questo rimbalzo di posizioni e accuse sullo Stagnone è la replica, come detto, del commissario Cerami:

"Il Commissario straordinario del LCC di Trapani, dott. Raimondo Cerami, apprende con rammarico dal quotidiano online Tp24 del 05 settembre 2019 che Legambiente e il Circolo di Marsala-Petrosino hanno formulato alcune critiche infondate sulla gestione della Riserva dello Stagnone affidata al LCC di Trapani, cui invece sta molto a cuore l’Area Protetta.
Il Presidente del circolo locale non ha mai lesinato gli attacchi agli enti pubblici ed oggi rincara la dose, sostenendo una serie di accuse infondate e chiedendo addirittura non solo la revoca dell’affidamento al LCC di Trapani (ex Provincia), ma anche il diniego ad un futuro affidamento al Comune di Marsala proponendo l’affidamento per se stessa, come associazione virtuosa (ricordiamo Macalube).
Il dott. Cerami in un precedente comunicato aveva puntualizzato che nonostante le difficoltà finanziarie in cui versano gli Enti di area vasta, ha sempre lavorato in sinergia con la Capitaneria di Porto assicurando nel rispetto della 1.r. n. 98/81 la salvaguardia dello Stagnone e l’osservanza delle modalità d’usi e i divieti di cui al vigente regolamento.
E, diversamente da quanto riportato dal quotidiano, tiene a precisare che le Province regionali in Sicilia non sono state abolite ma l’intervenuta legge regionale li ha trasformati in Enti di area vasta attribuendo loro maggiori funzioni e che le criticità rilevate non sono per niente attribuibili …”all ‘assenza di qualsiasi indirizzo politico… e che il ruolo dell’Ente è stato pressoché inesistente”.
Il Commissario straordinario del LCC di Trapani afferma che sin dal suo insediamento ha mostrato sensibilità ed interesse su tutte le problematiche che riguardano l’intero territorio trapanese, compresa la Gestione della Riserva dello Stagnone.
Consapevole, infatti, dell’importanza della Riserva, non solo in termine di salvaguardia, gestione, conservazione e difesa del paesaggio e dell’ambiente naturale, ma anche in termine di utilizzazione nell’ambito dello sviluppo dell’economia locale, pur in assenza della redazione dei piani di utilizzazione da parte dei Comuni singoli o associati, ha avviato un rapporto di collaborazione con il Comune di Marsala per l’attuazione di azioni congiunte per la partecipazione a diverse selezioni per il finanziamento di progetti per la valorizzazione e la fruizione dell’area protetta a valere sui fondi del PO FERS Sicilia".

Alle parole di Cerami, infine, ha replicato, con una lettera inviata al nostra redazione, la presidente di Legambiente Marsala – Petrosino Letizia Pipitone:

"Caro direttore, non vogliamo alimentare sterili quanto inutili polemiche, ma riteniamo opportuno fare alcune precisazioni in merito alle reazioni piccate del Commissario del Libero Consorzio della provincia di Trapani ed altri sulla questione della tutela effettiva della R.N.O. dello Stagnone di Marsala.
In primo luogo non abbiamo mai detto di volere la gestione della Riserva che, ribadiamo, non vogliamo. Critichiamo, e non siamo i soli a farlo, l’attuale gestione e siamo contrari, per le ragioni indicate nella nostra nota pubblicata il 5/9/2019, alla gestione comunale della riserva.
Rivendichiamo invece un ruolo nel comitato scientifico della riserva che, a nostro avviso, deve prevedere la presenza (a titolo gratuito, naturalmente) di una delle più rappresentative associazioni ambientaliste del territorio, come è Legambiente.
Precisiamo a tal fine che la stragrande maggioranza dei soci del nostro circolo sono impiegati, insegnati, avvocati, magistrati e pensionati che non hanno certo bisogno di stipendio.
In secondo luogo contestiamo che le riserve gestite dalle associazioni ambientaliste in Sicilia siano meri “stipendifici”.
Nonostante le difficoltà conseguenti alla scarsità di risorse economiche che la Regione Siciliana destina al Patrimonio Naturale dell’Isola, Legambiente, WWF, Italia Nostra, Rangers e la Lipu, queste svolgono egregiamente il compito di enti gestori di riserve naturali. Potremmo citare molti esempi, ma ci limitiamo a quelli a noi più vicini: la R.N.O di lago Preola e Gorghi Tondi a Mazara del Vallo, la R.N.O. delle Saline di Trapani gestite entrambe dal WWF, e la R.N.O. grotte di S. Ninfa, gestita da Legambiente. Invitiamo Lei, Direttore, ed i Suoi lettori e, perché no, anche il commissario del Libero Consorzio, a visitarle e raccontare, tramite il Suo giornale, se ci sono o meno differenze con la gestione della riserva dello Stagnone. Infine, riteniamo una vera e propria caduta di stile l’accusa mossaci dal Commissario della provincia per la gestione della R.N.O. delle Macalube di Aragona.  Ricordiamo al Commissario che compito dell’Ente gestore, Legambiente, per legge, era proprio quello di rendere fruibile l’accesso alla visione del fenomeno naturale del vulcanesimo secondario, con il solo compito di impedire eventuali danni, provocati dai visitatori, ai vulcanelli di fango e alla natura circostante.
L’incidente naturale, improvviso e imprevedibile, come è noto, ha provocato la morte di due persone, ma per un’attività non solo lecita, ma addirittura rientrante nei compiti dell’ente gestore.
Nella R.N.O. dello Stagnone, invece, sono morte quattro persone nella pratica di uno sport che non solo è vietato dal regolamento della riserva e che l’Ente gestore si guarda bene dal non consentire o almeno regolamentare, ma che è addirittura non in regola con le norme dettate dalle ordinanze della guardia costiera".

Fin qui le note, i documenti, le accuse reciproche e le polemiche, ma la Riserva dello Stagnone più che di polemiche, in realtà avrebbe bisogno di interventi concreti per la sua salvaguardia.

Finanziamento di un progetto di tutela della Laguna da parte dell'Unione Europea - Oggi pare che siano in arrivo delle risorse direttamente dall'Unione Europea che ha destinato al progetto di salvaguardia dello Stagnone la somma di 400 mila euro. «All'inizio del 2019, in una delle iniziative di Legambiente a Marsala (potete leggere qui un nostro articolo), - dice il presidente Letizia Pipitone - l'allarme che abbiamo lanciato per la salvaguardia dello Stagnone per la qualcosa Legambiente nazionale si è detta pronta ad avviare una vera e propria “vertenza” con la Regione". Oggi ciò appare scongiurato, da qualche mese il progetto di salvaguardia dell'ambiente dello Stagnone è stato presentato dall'amministrazione Di Girolamo alla Regione per attingere ai finanziamenti comunitari in merito alla salvaguardia dell'ambiente".

E’ stato presentato il progetto e il conseguente finanziamento di 400 mila euro da parte dell'Unione Europea per dare vita al concreto salvataggio della laguna marsalese.

La riqualificazione dello Stagnone, avverrà con l'utilizzo di un sistema satellitare che consentirà la ricostituzione della posidonia oceanica. Il monitoraggio sarà finalizzato alla conservazione dell'ecosistema della laguna dello Stagnone di Marsala. Il trapianto sperimentale della posidonia è destinato alla tutela degli habitat di interesse comunitario (aree Sic) e della posidonia oceanica stanziale.

Interventi di trapianto che verranno svolti in collaborazione con l'Istituto per l'Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un progetto dunque concreto che potrà invertire la tendenza su quella che è la direzione che si deve intraprendere per far in modo che lo Stagnone torni ad essere vivo e tutelato.

 

 



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