09/10/2019 07:18:00

Naufragio di Lampedusa, impossibile recuperare altri corpi. Oggi i funerali delle 13 donne

 Il maltempo impedisce le ricerche dei dispersi del naufragio al largo di Lampedusa. Ieri l' Arcivescovo di Agrigento Montenegro ha benedetto le salme, le 13 donne annegate nella notte tra domenica e lunedì. Oggi ci saranno i funerali delle vittime, che saranno sepolte in alcuni cimiteri nei comuni dell'agrigentino. 22 persone sono state salvate, 13 i corpi recuperati, gli altri, invece, sono dispersi in mare, tra cui due ragazze di 13 anni e un bimbo di sette mesi. Tra tutte le vittime, si è ricostruita l'identità di sole quattro  donne. "Vediamo passare il tempo, e continuiamo a contare i morti" dice con indignazione Montenegro, che aggiunge: "Ognuno di noi ha un po' di colpe. Davanti a questi fatti serve solo silenzio per capire come mai il cuore dell'uomo sia così chiuso". 

Negli uffici della Capitaneria di porto, gli uomini della squadra mobile coordinati dal procuratore di Agrigento Salvatore Vella hanno ripreso gli interrogatori dei superstiti per cercare di ricostruire il viaggio che sembra anomalo perché l'imbarcazione avrebbe prima fatto salire un gruppo di migranti subsahariani in Libia e poi avrebbe fatto una tappa a Sfax per imbarcare una quindicina di Tunisi.

Più di cinquanta le persone che sono poi state fatte partire senza salvagente dai trafficanti nonostante le condizioni meteo fossero in forte peggioramento. Secondo alcune testimonianze lo scafista, un tunisino, sarebbe morto nella tragedia. Due dei superstiti che sulla barca hanno parlato a lungo con lui non lo hanno riconosciuto tra nessuno dei sopravvissuti ospitati nell'hotspot di contrada Imbriacola.

Roberto Saviano interviene con un lungo post su Facebook. "Si affronta la morte quando ciò che vivi è peggio della morte - scrive Saviano - Dal Mediterraneo hanno bandito le ong eppure si continua a morire. Anzi, nel Mediterraneo si muore di più, proprio perchè hanno bandito le ong". E continua: "Hanno bandito le ong, ma poi le autorità italiane chiedono alla Ocean Viking e a tutte le ong presenti nell'area, con velivoli o imbarcazioni, di aiutare a cercare i superstiti. Hanno bandito le ong chiamandole scafisti, trafficanti di uomini, ma poi a trattare con gli scafisti, con bija, il noto trafficante di uomini libico ("Uno dei più brutali aggressori di migranti secondo l'Onu), abbiamo visto solo persone che agivano in nome e rappresentanza del governo italiano".