09/10/2019 06:00:00

Cambi di casacca a raffica a Mazara. Consiglieri passano in maggioranza

 Cambi di casacca a go go nella politica a Mazara del Vallo. I consiglieri comunali Pietro Marino e Enza Chirco, eletti nella lista dei Futuristi, espressione di Nicola Cristaldi, in sostegno della candidata sindaca Mariella Martinciglio, hanno lasciato il gruppo di origine.


Transitano nel gruppo “X Mazara”, quindi maggioranza, rafforzando l’azione amministrativa del sindaco Salvatore Quinci.
Arriva in casa Forza Italia il consigliere Nino Zizzo, che però andrà al misto per assenza di gruppo, e si schiera a sostegno di Quinci.
A pochi mesi dall’insediamento la compagine mazarese ha scoperto il volto e ha deciso di andare in maggioranza per avere potere contrattuale. Sono in totale diciotto i consiglieri che appoggiano il Primo Cittadino, restano ben saldi all’opposizione i consiglieri leghisti, Giorgio Randazzo e Ylenia Quinci, i rappresentanti del M5S e il consigliere Fullone.


A proposito delle ultime vicende politiche, l'ex sindaco Nicola Cristaldi parla di “nuovo qualunquismo”.
Questo il suo commento. “Proprio nell’ultimo comizio, il venerdì antecedente la domenica del ballottaggio, in Piazza della Repubblica, ho sentito frasi partigiane e contro lo spettro fascista. Parole che inneggiavano la libertà contro l’oppressione politica. Parole di stampo cristiano-cattolico per rappresentare l’umiltà e la fraternità.
A distanza di pochi mesi si crea in Consiglio Comunale a Mazara una maggioranza bulgara che non permette il dibattito politico e sui temi politici cittadini vige il silenzio assoluto e addirittura sostiene tale silenzio con il “peace & love”. Si accusa l’opposizione di fare gli oppositori. Si registrano atti di oppressione politica, per non parlare del silenzio di certa stampa prezzolata in cambio, forse, di qualche manifestazione estiva. Infine il cambio di casacca di taluni che in virtù dell’asserita propria posizione ideologica annunciano la sera prima di andare in una direzione e l’indomani invece aderire ad un contenitore che dell’ideologia di cui ci si vestiva non ha nulla. Forse non si conosce bene l’ideologia professata, ma di tutto ciò non mi sorprende nulla.
Ciò che mi sorprende, invece, è la nuova insensibilità del Movimento 5 Stelle.
Sia chiaro non intendo provocare nessuno e sto solo esprimendo la mia posizione personale. Sono certo che non si solleticheranno i miei amici militanti 5 stelle che mi onoro di avere e che conoscono la mia idealità.
Scrivo del movimento grillino perché hanno la più folta rappresentanza mazarese e provinciale in tutte le sedi istituzionali regionali e nazionali, e perché hanno rappresentato la nuova sensibilità politica contro la casta, contro i privilegi, contro la illegalità, contro le diseguaglianze, per la democrazia diretta, per dare voce ai cittadini dentro le aule istituzionali e per tale motivo gli eletti si fanno chiamare “portavoce”, per i meet up.
Dove sono finiti i grillini mazaresi!
Come si può per un argomento “politico” che tocca principi di libertà, di uguaglianza, di lealtà non registrare alcuna posizione netta dei grillini, e per di più sottacere dinanzi la mancata democratica discussione in Consiglio Comunale.
Che i tempi cambiano le idee e le ideologie non vi è dubbio, ma non possono trasformarsi in assopimento, in nichilismo, in nuovo qualunquismo”.

 Bocciata in consiglio comunale la mozione proposta da Randazzo e da Fullone sulla incompatibilità di sindaco e assessori a svolgere il ruolo di amministratori dell’ente in quanto morosi, o ex morosi, della Tari.
Solo qualche settimana fa il consigliere della Lega, Randazzo, effettuando un accesso agli atti, aveva scoperto che sia il sindaco che quattro dei suoi assessori non erano in regola con i pagamenti della tassa sui rifiuti.
Il sindaco ha negato fin da subito la veridicità di quanto affermato da Randazzo, salvo poi mettersi in regola con il dovuto.
La mozione non è stata nemmeno discussa in aula, la segretaria generale del Comune, sostiene che la materia non è di pertinenza dell’organo e che non vi è alcuna incompatibilità denunciata dallo stesso Randazzo.


Certo è che se a Mazara l’80% non paga le imposte comunali da qualche parte il corto circuito ci sarà.
Nella seduta di ieri è stato approvato il bilancio consuntivo 2018, 90 milioni di euro, illustrato in aula dall’assessora al ramo, Caterina Agate, che ha evidenziato la difficoltà del Comune a riscuotere i tributi con particolare riferimento alla Tari, tanto da potenziare l’ufficio in questione.