04/11/2019 06:00:00

I summit, gli affari e la cassa comune tra le famiglie mafiose di Trapani e Marsala

Continuiamo il nostro approfondimento su quelle che sono le dinamiche e soprattutto gli affari che muove la mafia del trapanese. In particolare, quello che viene fuori dalle ultime indagini è un chiaro rapporto di stretta e reciproca collaborazione tra la famiglia mafiosa di Trapani rappresentata da Francesco Virga, e da quella marsalese con a capo Vito Vincenzo Rallo.

Sono tanti i summit in cui partecipano gli uomini delle due rispettive famiglie per discutere di affari e di appalti in giro per la provincia: da Favignana a Marsala, da Trapani a San Vito Lo Capo. In particolare è significativo e utile per fare uno spaccato del legame tra le due consorterie, l’incontro tra Francesco Virga e Giuseppe Piccione dell’11 aprile 2017. Incontro per il quale i diretti interessati adottano tutte le cautele necessarie, non utilizzando le auto che solitamente usano e senza fare alcuna comunicazione telefonica.

L’intercettazione del dialogo tra Virga e Piccione, inizia con i saluti che quest’ultimo porta da parte del capo famiglia di Marsala. I due affrontano diversi argomenti, tra i quali anche un contenzioso tra Pietro Cusenza e un soggetto marsalese ed discutono di un affare su Favignana. I due, quindi, continuano a discutere in merito a degli appalti ai quali erano interessati, che non riguardavano solo Favignana, ma anche altri Comuni della provincia di Trapani, tra i quali citavano San Vito Lo Capo: “Allora questo ha bisogno di una mano... una mano d'aiuto per una cosa, perché ce ne diverse gare d'appalto, in tutti questi piccoli Comuni anche qua da noi, dalla parte di San Vito ...inc... ha bisogno che ci si affianca un ingegnere, perché dice: "Mi ha detto perché non è che fanno la gara d'appalto per se stessa di 200 mila 0 500 mila euro, perché dice dopo viene ...inc... c'è da fare, di fare l'altro tipo cose straordinarie , ha bisogno di un supporto di qualcuno, a noi ci sene un tecnico", ci ha detto a Nicola, ci siamo... vedi di dirglielo a qualcuno... per sbrigare”.

Una Cassa Comune per le famiglie mafiose di Marsala e Trapani - Virga e Piccione continuano a discutere dei dettagli dei loro affari, parlano della scelta di alcuni tecnici dalle comprovate capacità professionali, utili per poter garantire, apparentemente, una sorta di copertura legale alle loro attività. I due sono d’accordo di portare a termine i progetti di cui parlano in maniera congiunta, decisione che era stata avallata da Vito Vincenzo Rallo, che si era espresso favorevolmente in proposito "Uno rimane... dici va bene, dobbiamo uscirne ...inc... si prendono questi soldi... creare una cassa in contanti per vedere difare... e Vincenzo tieni qua".

I due, d’accordo sulla decisione presa, affrontano un nuovo delicato argomento che ha un importante valore investigativo, che va a toccare degli aspetti prioritari e comuni dell'associazione mafiosa: la creazione di una cassa comune, dove far confluire una parte degli introiti dei loro affari, per far fronte ad improvvise necessità in caso di emergenza.

E’ Giuseppe Piccione che fa questa proposta della cassa comune. Qualche giorno prima, per sua stessa ammissione, ne aveva discusso con Vito Vincenzo Rallo, e ora comunicava a Francesco Virga i dettagli del nuovo affare. In pratica l’affare che intende Piccione riguarda un commerciante marsalese, sul conto del quale erano state avviate delle procedure fallimentari relative agli immobili in suo possesso. Piccione: "Così e ora c'è un 'altra cosa, ne ho parlato l'altro giorno con Vincenzo... sai quello STALTERI ...inc... questo si è mangiato nel giro di 3 0 4 anni un patrimonio ed è fallito; il negozio ...inc... ha un appartamento più di 170 metri quadri ...inc... calcola che perfinirlo ci vogliono 40 mila euro...".

Il rappresentante della famiglia marsalese proponeva di acquistare tramite dei prestanome uno degli immobili del commerciante marsalese, completare i lavori di ristrutturazione dello stesso, con un preventivo di spesa da lui valutato di circa 40.000€, realizzare due miniappartamenti per poi rivenderli e destinare i soldi ricavati alla costituzione di una cassa comune per gli interessi delle rispettive famiglie mafiose "Si fanno due mini appartamenti anche se si vendono, anche se si vendono a mille euro ... se c'è da spenderci 40 mila euro ...inc...te lo vendi lì in via Roma ed è lo stesso che sei in via Fardella è giusto? Uno rimane... dici dobbiamo uscirne ...inc... si prendono questi soldi... (abbassa il tono di voce) creare una cassa ...inc... per vedere di fare e a Vincenzo tieni qua".

I due discutono, dunque, di acquistare degli immobili che sono in vendita tramite delle aste fallimentari, non fanno però riferimenti su come fare l’affare. E' una materia molto delicata, quella delle vendite fallimentari, e dalle pagine di tp24 abbiamo sollevato, con alcune nostre inchieste, alcuni casi strani che potete leggere qui e anche in quest'altro articolo). 

Francesco Virga si dice favorevole alla proposta della cassa comune visto che è costantemente alla ricerca di nuovi e illeciti affari da realizzare. Ha condiviso subito il progetto, aggiungendo che la creazione della cassa comune, avrebbe permesso alla loro organizzazione mafiosa di disporre in tempo reale dei contanti necessari per ogni evenienza "e uno deve lavorare con i soldi in mano... fino a quando non c'è da fare un affare...".

Questo il dialogo tra Piccione e Virga:
PICCIONE: Si! ...inc... società, si vede quanto rimane, la metà di questa parte ce la dividiamo, mi hai capito? Così e ora c'è un 'altra cosa, ne ho parlato l'altro giorno con Vincenzo... sai quello STALTERI ...inc... questo si è mangiato nel giro di 3 0 4 anni un patrimonio ed è fallito; il negozio ...inc... ha un appartamento più di 170 metri quadri ...inc... (interferenze sul collegamento) calcola che perfinirlo ci vogliono 40 mila euro.                                                                                                                                                                                            VIRGA: Per finirlo!                                                                                                                                                                     PICCIONE: Lui vuole metà, se lo vuole tenere non Biagio, SPARTA, e metà quando si fa l'atto a "noi", Biagio con Vincenzo ...inc...          VIRGA:"E come il discorso della metà..."
PICCIONE: Si fanno due mini appartamenti anche se si vendono, anche se sì vendono a mille euro . se c'è da spenderci 40 mila euro ...inc... te lo vendi lì in via Roma ed è lo stesso che sei in via Fardella è giusto? Uno rimane... dici dobbiamo uscirne...inc,.. si prendono questi soldi...(abbassa il tono di voce) creare una cassa ...inc... per vedere di fare e a Vincenzo tieni qua.
VIRGA: E uno deve lavorare con i soldi in mano.
PICCIONE:Noi dobbiamo vedere oggi o domani se qualche cosa va in porto raccogliere soldi ...inc... e noi non dobbiamo ...inc.,. ci mettiamo i soldi al posto... dice un fondo quota... un tot l'uno...
VIRGA: Fino a quando non c'è da fare un affare...
PICCIONE: Minchia devi dire... devo fare debiti, non abbiamo difficoltà ...inc... nostro, o "problemi" che succede qualche incidente alle famiglie ...inc... hai capito?

Dopo aver concordato sulla creazione della cassa comune, i due continuavano a discutere di altri illeciti affari, uno dei quali riguardanti l'acquisto di un terreno a Marsala, nei pressi della sala da ricevimenti "La Favorita", dove avevano intenzione di realizzare delle villette.
I due, oltre a mostrare una straordinaria vitalità imprenditoriale, spaziando da un affare all'altro, rafforzavano i già solidi rapporti fra le rispettive famiglie mafiose, facendo spesso riferimento a Vito Vincenzo Rallo che, non potendo incontrare personalmente Francesco Virga poiché sottoposto alla misura di sicurezza della sorveglianza speciale di P.S., era comunque a conoscenza di ogni particolare inerente le loro illecite attività, grazie agli incontri riservati che aveva con Giuseppe Piccione.

Quando, invece, veniva affrontato un argomento inedito, era lo stesso Piccione che lo faceva presente "e dopo c'è un 'altra cosa che devo andare a parlare con Vincenzo" o era lo stesso  Francesco Virga che chiedeva al suo interlocutore se  Vito Vincenzo Rallo era stato debitamente informato "All'epoca gliel'hai detto questo della. ..inc. ..."                                                                                                             PICCIONE: ...inc... e dopo c'è un 'altra cosa che devo andare a parlare con Vincenzo...
VIRGA: All'epoca gliel'hai detto questo della ...inc...
PICCIONE: Si lo sa! ...inc... paese mio paese tuo, il discorso, sempre là siamo se non ci mettiamo.
VIRGA: Basta che guadagniamo!

Il concetto appena commentato, veniva rafforzato dall'ennesimo argomento affrontato nella parte finale del summit, quando Piccione esponeva al suo interlocutore la possibilità di reperire un prestanome da utilizzare in una società, evento non ancora potuto riferire a  Vito Vincenzo Rallo "Bravo! E siccome io la società ce l'ho... una S.R.L. che ha aperto nel 2012...inc... ed è. ...inc...non ho potuto parlare giusto con Vincenzo, io ho visto e vende prodotti per l'agricoltura...inc... S.R.L.".

Così continua il dialogo tra i due - PICCIONE: Allora oh Ciccio! Perché qua siamo, altre cose non c'è più niente da fare parliamoci chiaro ...inc... è rotto di tutte cose, dico... (abbassa il tono di voce) ... e un 'altra cosa ...inc.... una società...inc...
VIRGA: Per fare cosa?
PICCIONE: Costa 10 mila euro... tieni qua, a livello di farla guadagnare un anno, un anno e mezzo e metterci due stanze;
VIRGA: Lì c'è da prendere un "testa di minchia " (prestanome, ndr.)
PICCIONE:Bravo! E siccome io la società ce l'ho... una S.R.L. che ha aperto nel 2012 ...inc... ed è....inc...non ho potuto parlare giusto con Vincenzo, io ho visto e vende prodotti per l'agricoltura... inc... S.R.L.
VIRGA:E ha dovuto fare il conto corrente                                                                                                                                     PICCIONE: Bravo! Mi hai capito? Tu hai qualche buon consulente? ...inc...
VIRGA: Io il consulente buono ce I 'ho ma non è da dargli fiducia per...
PICCIONE:...inc... perché qua ce n'è uno buono ...inc... mi hai capito gli stanno sempre... andiamo vedendo piano, piano
VIRGA: A Vincenzo devi dirgli... ma lui è... ha la sorveglianza?

Continuando, Virga  riferisce al suo interlocutore che il 27 aprile 2017 era stato invitato al matrimonio di   Salvatore Angileri e lì sperava d'incontrare Vito Vincenzo Rallo "Perché ho un matrimonio mi hanno invitato, ho detto può darsi che ci vediamo ma non penso...".

Piccione, ben conoscendo la situazione personale di Rallo riferiva che non poteva partecipare alla cerimonia, e precisava che in quel periodo suo fratello Rallo Antonino inteso "Vito", era stato temporaneamente trasferito alla Casa Circondariale di Trapani "No allora non viene, suo fratello Vito per ora è qua".
Ecco il dialogo: VIRGA: A Vincenzo devi dirgli... ma lui è... ha la sorveglianza?
PICCIONE: Si...inc...
VIRGA: Perché ho un matrimonio mi hanno invitato, ho detto può darsi che ci vediamo ma non penso...
PICCIONE: A Marsala?
VIRGA: Al Paradise
PICCIONE: ...inc...
VIRGA: Il 27 mi sembra che è si sposa "sghidda
PICCIONE: No non viene lui... è di sera?
VIRGA: Penso di si
PICCIONE: No allora non viene, suo fratello Vito per ora è qua
VIRGA: Ah, ancora qua è?
PICCIONE: Si fino a venerdì era qua ...inc... (forti rumori di fondo che rendono incomprensibile il dialogo)....gli ha telefonato...inc...mio fratello mi ha detto, tu hai da fare? ...inc...