Immigrazione, flop di Salvini: 50.000 irregolari in più in Italia in un anno
Un vero e proprio flop. Sono i "decreti sicurezza", voluti dall'ex Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Come prevedevano tecnici e osservatori, l'inasprimento sul rilascio dei permessi di soggiorno per gli immigrati non ha fatto altro che aumentare gli irregolari, quelli che Salvini stesso chiama "clandestini". Insomma, mentre in Italia diminuiscono gli sbarchi, aumentano gli irregolari. E' un report a sancirlo, quello di Open Polis, in collaborazione con Action Aid.
A causa del decreto sicurezza, e dell'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, gli irregolari presenti in Italia diventano 680.000 nel 2019, e saranno 750.000, secondo le previsioni, nel 2021. Sono 80.000 le persone che sono state estromesse dal sistema di protezione umanitaria. Tutto ciò ha portato a un colpo letale per il sistema dell'accoglienza, che a sua volta - al di là di furbetti e criminali - utilizza somme stanziate dall'Unione Europea. E poi ha portato la "clandestinità" per almeno 50.000 su 80.000 persone, che hanno scelto di restare in Italia, pur non avendo alcun permesso.
Il report analizza le conseguenze dei decreti sicurezza varati dal primo governo Conte, su volere di Salvini e con la complicità dei Cinque Stelle, sintetizzandoli in due grandi macro-aree e ritenendo queste conseguenze “potenzialmente esplosive”: “Da una parte l’aumento consistente del numero di irregolari, collegato all’abolizione della protezione umanitaria, diventa una vera e propria emergenza di cui occorrerà farsi carico”. Il secondo effetto, invece, è che “il taglio dei costi per la gestione dei centri di accoglienza crea non poche difficoltà nell’assegnare i nuovi bandi e favorisce il ritorno alla prassi disastrosa della concentrazione dei richiedenti asilo abbandonati nei grandi centri”.
In sostanza, secondo Openpolis, la politica in nome della sicurezza “rischia di produrre più illegalità e più emarginazione sociale, più sfruttamento e esclusione. I cui costi sono disseminati come tante bombe sociali innescate nei territori e nelle periferie delle città”.
Nel report si prende in considerazione uno degli aspetti principali del decreto sicurezza, l’abolizione della protezione umanitaria. L’andamento degli sbarchi – in calo – viene messo in relazione alle richieste di asilo, con una evidente riduzione di entrambi. Le domande esaminate, però, sono rimaste in numero costante nel 2018, a causa del carico degli anni precedenti. Le richieste pendenti, invece, si sono dimezzate nell’ultimo anno, passando da 135mila e 63mila nel 2019. Per cui si sottolinea che la scelta di abolire la protezione umanitaria arriva proprio nel momento in cui gli sbarchi sono al minimo dal 2010, cercando di contrastare una “emergenza che non c’è”.
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