Humanity 1 ferma a Trapani, Sinistra Italiana: "Condanna a morte per chi soffre in mare"
Sinistra Italiana Trapani alza la voce contro il fermo amministrativo di 60 giorni imposto alla nave Humanity 1. Per il partito si tratta di «una condanna a morte per chi soffre in mare» e di una decisione che colpisce il diritto alla vita prima ancora che un’organizzazione umanitaria.
La nave è attualmente bloccata nel porto di Trapani, uno degli scali che negli ultimi anni ha accolto numerose operazioni di sbarco nel Mediterraneo centrale. Secondo quanto dichiarato dalla segreteria provinciale, la sanzione arriva dopo un intervento che ha portato al soccorso di 33 naufraghi, persone che – si legge nella nota – avevano già subito torture e violenze in Libia.
Sinistra Italiana contesta in particolare il fatto che l’equipaggio abbia rifiutato di collaborare con milizie armate libiche, ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. «Si punisce chi salva vite e si tutela chi calpesta i diritti fondamentali», è la posizione espressa nel comunicato firmato dalla responsabile provinciale Antonella Parisi.
Nel corso dell’ultima missione, l’equipaggio avrebbe inoltre recuperato in mare alcuni corpi senza vita, episodio che – secondo il partito – conferma la gravità di una rotta migratoria che continua a registrare vittime.
Il blocco della nave a Trapani, sottolinea Sinistra Italiana, sottrarrebbe un presidio di soccorso in un tratto di mare dove l’assenza di unità umanitarie si traduce in un aumento dei naufragi. «Il soccorso in mare è un obbligo morale e giuridico previsto dal diritto internazionale», ribadisce Parisi, chiedendo la liberazione immediata dell’imbarcazione e piena solidarietà all’organizzazione SOS Humanity. La vicenda riaccende il dibattito anche in città, dove il porto continua a essere punto di approdo e snodo centrale nelle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.
Qui sotto l'intervista della redazione di Tp24 a Viviana Di Bartolo di Humanity 1
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