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13/11/2019 06:00:00

Castelvetrano. La Giunta approva il bilancio, Alfano: “Non guarderemo in faccia nessuno”

 La Giunta comunale di Castelvetrano ha approvato ieri il bilancio di previsione stabilmente riequilibrato. Il Commissario ad acta, Antonino Garofalo, aveva dato 7 giorni di tempo e questo primo passaggio è avvenuto entro i termini, dopo che la Direzione Programmazione Finanziaria guidata da Andrea Di Como ha terminato il suo compito.

Adesso i revisori dei conti avranno 15 giorni di tempo per esprimere il loro parere, dopodiché il consiglio comunale ne avrà altri 15 giorni per approvarlo.

Soltanto allora il documento contabile potrà essere inviato al ministero dell’Interno per la valutazione dell’equilibrio tra le spese e le entrate.  

 

Come abbiamo già scritto, la nomina del commissario ad acta, sarebbe stata la conseguenza del “mancato e/o incompleto riscontro” (come si legge nel decreto regionale) di una diffida inviata dalla regione siciliana lo scorso 20 settembre, che invitava il comune a trasmettere entro 30 giorni una relazione sullo stato del procedimento di approvazione di questo bilancio.

E su questo argomento abbiamo sentito il sindaco Alfano.

 

L’aver definito “un atto dovuto” la nomina del commissario ha scatenato le reazioni dell’opposizione e di una parte dei social. Cosa è successo?

 

E’ vero. Avrei dovuto dire “atto consequenziale”.

La risposta alla regione siciliana è stata inviata il 23 di ottobre. Il 20 settembre ci avevano dato 30 giorni. Avevamo rappresentato in una nota quali erano i motivi che non ci consentivano di formulare l’ipotesi di bilancio e chiedevamo 30 giorni di proroga.

La nota era già pronta al 15 di ottobre. Per noi sarebbe stato opportuno che anche il segretario comunale, che era stato qui per due anni, avesse firmato quella lettera, dicendo la propria rispetto alle difficoltà che avevamo. E’ per questo che è stata inviata con tre giorni di ritardo.

 

Ad ogni modo, adesso bisognerà pensare all’approvazione completa. Qual è la difficoltà principale?

 

E’ data dalle entrate. Abbiamo spese come se fossimo una città di 70 mila abitanti, ma non riusciamo a prendere i tributi dai nostri 30 mila cittadini.

Le lottizzazioni edilizie hanno arricchito quattro o cinque famiglie (forse anche per più generazioni), impoverendo fortemente l’intera comunità. Basti pensare alle condotte idriche e fognarie aggiuntive, con dei costi difficilmente compensabili.

Le fognature sotto la piazza della stazione ferroviaria scoppiano perché da lì passa il flusso che arriva da quelle lottizzazioni della zona nord della città. E’ evidente che le cose dovevano essere gestite in modo diverso, non si può certo dare la colpa alla mancata pulizia delle caditoie.

 

Come riuscirete ad aumentare la capacità di riscossione del comune?

 

L’ufficio tributi è stato potenziato con tre giuristi. C’è una task force che opererà gli accertamenti, i decreti ingiuntivi e i pignoramenti. E lo farà presso le banche che, essendo molto sensibili ai debiti dei loro clienti, soprattutto quando sono attività commerciali, faranno in modo da costringerli in qualche modo a mettersi in regola col pagamento dei tributi comunali.

Se non lo faranno, vorrà dire che avremo davanti delle attività fallimentari che non hanno più nulla da perdere, a cui non interessa avere ancora la possibilità che le banche possano far loro credito.

Noi stiamo procedendo senza guardare in faccia nessuno. Consideri che abbiamo trovato 730 evasori di Imu.

Fermo restando che il cittadino (o l’impresa), può venire qui al comune e chiedere la rateizzazione nel caso si trovasse in difficoltà.

 

Perché la nomina di due nuovi assessori, alla cultura e allo sport (ed altre deleghe), ma nessuno al bilancio e finanze?

 

Non sono riuscito a trovare nessuno con le adeguate competenze. Ma abbiamo un grande esperto in tributi, il dottor Castrense Giambortone, che ci sta aiutando ad aumentare la capacità di riscossione, oltre alla recentissima presenza del dottor Luigi Calamia, come sovraordinato.

 

Che ci può dire sul caso di Area 14? Tp24 ne aveva parlato l’anno scorso, quando avevamo rappresentato che il canone concessorio era abbastanza risibile, sia in confronto al volume d'affari che alla metratura: 7000 euro l'anno. In pratica un affitto quasi equivalente a quello di un semplice negozio in centro. C'è stato un adeguamento?

 

Il canone di 7 mila euro è relativo al terreno. Soltanto quello  è di proprietà del comune.

E la loro posizione sui canoni arretrati era già stata regolarizzata durante il periodo commissariale.

L’edificio costruito sul terreno è invece opera della società che fa capo ad Area 14 anche attraverso un mutuo bancario. C’è una convenzione che scadrà nel 2025/2027 (adesso non ricordo di preciso), quando anche il fabbricato, per accessione, diventerà di proprietà comunale.

A quel punto si potrebbe fare un bando pubblico per una nuova assegnazione, oppure adeguare il canone, in modo da tenere conto del fatto che adesso c’è una grande struttura, interessante dal punto di vista commerciale. Un canone quindi adeguato secondo gli standard.

Per quanto riguarda i tributi invece, abbiamo inviato un accertamento che la società ha impugnato al Tar e vinto, in quanto i tributi chiesti dal comune erano superiori rispetto a quelli dovuti.

Adesso l’ente ha rifatto l’accertamento e sta inviando l’avviso bonario. Al momento quindi non risultano morosi.

 

Però all’atto della concessione originaria, sul terreno c’era già una costruzione, un capannone.

 

Sì, ma poca cosa. Hanno dovuto ristrutturare quel poco che c’era ed ampliare. Diciamo che attualmente il canone è in linea con ciò che gli era stato concesso.

 

Egidio Morici