25/11/2019 06:00:00

Dylan, il bimbo paraplegico siciliano che sta commuovendo e mobilitando l'Italia

 Si chiama Dylan, ha 5 anni, e vive a Messina insieme ai suoi genitori. Si tratta di un bambino affetto da tetraparesi spastica, epilessia sintomatica, ipovedenza e di un ritardo neuropsicomotorio, la sua storia ha commosso non solo i messinesi e i siciliani ma l’intero Paese che si è premurato a raccogliere dei fondi per garantire le cure a Dylan.

Non vede e non cammina, la sua famiglia vorrebbe regalargli una piccola speranza, quella di poter camminare attraverso un macchinario che ha un costo elevato, circa 50 mila euro.

Si è messa in moto la macchina di solidarietà, il sindaco della città, Cateno De Luca, ha assicurato il suo appoggio, insieme ad altre associazioni non solo della città, e ha lanciato un appello ai suoi follower.

La Confcommercio ha deciso di scendere in campo distribuendo dei salvadanai il cui ricavato andrà offerto alla famiglia Maceli, alcuni di questi sono già in consegna nelle attività commerciali della provincia di Trapani, grazie alla sensibilità di Cristina Genco.

Dylan è un tifoso di calcio, la squadra del Messina si è mobilitata e sta giocando la partita più bella, quella dell’amore. Lo stesso sta facendo un campione del calcio italiano, Simone Inzaghi.

"Sono venuto a conoscenza della tua storia, e ti sono molto vicino. Sto cercando di muovermi in prima persona, per aiutarti".

Questo il messaggio di Inzaghi per Dylan Maceli, il bimbo messinese affetto da tetraparesi spastica e ipovedenza che necessita di assistenza continua e ha bisogno di una macchina speciale per il trasporto.

Per il piccolo si sono mobilitati, con video messaggi di incoraggiamento, il calciatore giramondo Antonio Stelitano, l'ex terzino giallorosso Alessandro Parisi, fino ad arrivare al campione del mondo Paolo Rossi e all'ex calciatore di Fiorentina e Juventus Angelo Di Livio.

Chiunque volesse aiutare il piccolo Dylan può versare un fiore di speranza al codice Iban IT27R0313916500000000056371, intestato a Dylan Maceli.