28/11/2019 10:00:00

L'omicida di Ana, l'ex moglie lo denunciò per maltrattamenti ma fu prescritto

 «Era un violento, mi alzava le mani e per questo lo lasciai 20 anni fa». Sono queste le parole di Michelle Arminio, 49 anni, ex moglie di Antonino Borgia, l'imprenditore di 51 anni di Partinico accusato dell'omicidio di Ana Di Piazza, la trentenne di Giardinello uccisa con dieci coltellate e bastonate alla testa.

L'ex moglie lo ha denunciato nel 1998 ma tutto cadde in prescrizione. "All'inizio del nostro rapporto era allegro, ma poi si è mostrato prepotente, irruento, poco riflessivo e violento. Quando chiedevo spiegazioni mi diceva “io sono un uomo e tu una donna”. Lo denunciai per maltrattamenti ma il tutto venne prescritto".

L'omicida di Ana aveva già mostrato questo suo carattere violento in passato secondo il racconto dell'ex moglie che dice di averlo lasciato proprio per questo motivo: «Rincasava tardi e quando chiedevo spiegazioni diventava violento - aggiunge ancora Michelle Arminio -. La sua famiglia a cui mi sono rivolta lo difendeva e lo giustificava. Quando ho capito che per me e mio figlio davanti c'era questo incubo mi sono separata. Avere delle amanti lo considerava normale. Scoprii che anche quando stava con me aveva altre relazioni. Quando ho saputo dell'omicidio io e mio figlio siamo rimasti sconvolti, sapevamo di questo suo carattere irruento, ma non potevamo immaginare che sarebbe arrivato a tanto. Il mio pensiero lo rivolgo alla vittima e al bambino che portava in grembo».

Lunedì sera a Partinico un corteo contro la violenza sulle donne ha voluto ricordare  Ana. Sapevano che fosse incinta ma la giovane non ha voluto farsi aiutare: «Non abbiamo mai capito il perché fosse così schiva» racconta Giovanni Lodato, ex fidanzato della trentenne di Giardinello. Era proprio lui in testa al corteo partecipato da circa 200 persone che hanno sfidato il maltempo. Il serpentone si è snodato da piazza Municipio ed ha raggiunto piazza Garibaldi, passando da via Crispi e corso dei Mille. In piazza Garibaldi un piccolo momento di riflessione con il silenzio e poi una poesia letta proprio da Giovanni Lodato, apparso particolarmente scosso come le amiche che conoscevano Ana.



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