Mazara del Vallo si è svegliata con un silenzio più pesante del solito.
Un uomo di 53 anni, un padre, un professionista conosciuto e stimato: Francesco Greco, per tutti “Ciccio”, è morto cadendo mentre montava un condizionatore al primo piano di un edificio in via Favara Scurto, nella zona Trasmazaro. Una caduta. Un attimo. E una famiglia distrutta.
L’incidente in via Favara Scurto
Ciccio Greco stava lavorando come impiantista termoidraulico, montando un climatizzatore al primo piano di una palazzina. Per cause ancora in fase di accertamento, ha perso l’equilibrio ed è precipitato.
L’impatto è stato fatale.
La dinamica dell’incidente è al vaglio degli inquirenti. Si dovrà capire se si sia trattato di una tragica fatalità, di una distrazione, o se vi siano eventuali responsabilità legate alle condizioni di sicurezza.
Quello che è certo è che Francesco Greco lascia la moglie Daniela e due bambini. E una città attonita.
“Ciccio”, il sorriso che non si spegne
Era conosciuto, apprezzato, stimato. Un lavoratore serio, uno di quelli che non si tirano indietro. Ma soprattutto una persona gentile, sempre sorridente, disponibile.
Sui social si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio. Amici, colleghi, conoscenti hanno raccontato il lato umano prima ancora di quello professionale.
Un uomo normale, nel senso più bello del termine. Che lavorava. E che non è tornato a casa.
Il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, ha parlato di “chiarezza, senza zone d’ombra”.
Il segretario generale della UIL Trapani, Tommaso Macaddino, ha stigmatizzato il fenomeno delle morti sul lavoro, definendolo un’emergenza che non può più essere affrontata solo con parole di circostanza.
Sicilia in zona rossa: i numeri del 2025
I dati più recenti consolidati si fermano al 2025. E raccontano una realtà che fa paura.
Secondo Inail, nel 2025 in Sicilia si sono registrate 81 denunce di infortunio con esito mortale.
Di queste, 60 sono vittime “in occasione di lavoro” nei primi undici mesi (41 da gennaio ad agosto), secondo l’Osservatorio Vega.
La Sicilia è classificata in “zona rossa”: l’incidenza di mortalità sul lavoro supera di oltre il 25% la media nazionale.
Nel confronto sintetico:
- 2024: circa 80–81 vittime totali (stima Inail).
- 2025: 81 denunce mortali complessive.
- 2025: 60 vittime in occasione di lavoro (gen–nov).
Per il 2026, siamo solo a febbraio e non esistono ancora statistiche aggregate regionali. Ma la cronaca ha già iniziato a riempire l’elenco.
Trapani: l’anomalia del 2025 e il rischio strutturale
La provincia di Trapani offre un paradosso statistico.
Nel 2024 l’Osservatorio Vega registra 7 vittime sul lavoro (alcuni report parlano di 9), con un’incidenza altissima: 57,1 decessi per milione di occupati. Trapani risultava al 16° posto in Italia per rischio.
Nel 2025, invece, si registra un solo decesso ufficiale nelle statistiche. Un calo netto rispetto ai 6 o più casi dell’anno precedente.
Ma il dato va letto con cautela.
Negli ultimi cinque anni, la media provinciale è di 8–9 morti l’anno, con punte di 13 nel 2020 e 9 nel 2024. Il 2025 appare come un’anomalia in un contesto strutturalmente rischioso, dove crescono infortuni e malattie professionali.
Il caso di Francesco Greco, avvenuto il 27 febbraio 2026, non è ancora dentro le statistiche ufficiali Inail. Ma racconta una verità che i numeri, da soli, non riescono a nascondere.
Il lavoro che uccide
Ogni volta si parla di fatalità. Di tragico destino. Di coincidenze sfortunate.
Eppure, quando una regione resta stabilmente sopra la media nazionale per incidenza di morti sul lavoro, quando una provincia alterna picchi e “anni buoni” senza che cambi la struttura del rischio, forse la parola giusta non è fatalità.
È prevenzione. È formazione. È controllo. È cultura della sicurezza.
Mazara oggi non chiede solo giustizia per Ciccio Greco. Chiede che la sua morte non sia un numero in più in una tabella.
Chiede che non sia l’ennesimo nome che scivola via tra un report e l’altro.
Perché dietro ogni statistica c’è una moglie che resta sola.
E due bambini che aspettano un padre che non tornerà più.