26/12/2019 06:00:00

Il limbo dell’Hotel Zeus di Castelvetrano, nessuna rinascita e nessuna demolizione

 Soltanto ipotesi. Come quella avanzata dall’amministrazione Alfano: “Trasformare l’ex hotel in una struttura di social housing – ha annunciato il primo cittadino di Castelvetrano – alloggi  di piccola entità per i cosiddetti nuovi poveri ed un centro di accoglienza giovanile”.

Un’idea che costerebbe però circa 8 milioni di euro e che comporterebbe il necessario coinvolgimento dell’Istituto Autonomo Case Popolari.

 

Un’altra idea, del costo di 1 milione e mezzo di euro, era stata invece portata avanti l’anno scorso dalla commissione straordinaria che, con una delibera, aveva approvato lo studio redatto dall’ingegnere Giuseppe Longo che prevedeva il recupero della struttura e la sua trasformazione in un complesso polifunzionale a disposizione del dipartimento della giustizia minorile del Ministero. Era stato anche previsto un protocollo d’intesa tra il comune ed il centro palermitano che avrebbe disposto della struttura per la durata di 5 anni.

Anche questa rimase una mera ipotesi.

 

Però, se i motivi di questo stallo fossero legati alla mancata disponibilità di quel milione e mezzo, non si può fare a meno di chiedersi perché con l’aiuto dell’IACP si potrebbero invece trovare 8 milioni di euro.

Una cosa è certa, lo Zeus Hotel non potrà più diventare un albergo come nel suo brillante passato.

Anni ormai lontani, in cui la struttura fondava la sua identità non tanto sul turismo, ma sull’imprenditoria: l’olio ed il vino. Tempi in cui l’economia della città non era di natura municipale, ma legata in buona parte al prodotto locale.

 

E non è affatto vero che il suo declino sia iniziato dopo il sequestro al suo ultimo proprietario.

Quando l’hotel venne acquistato da Giuseppe Grigoli, il “re dei supermercati” arrestato nel 2007 perché in affari con Matteo Messina Denaro, il degrado era già in fase avanzata.

 

Certo, per rimetterlo a posto ci sarebbero voluti troppi soldi. Ecco perché nel 2016 il sindaco Errante ne aveva proposto la demolizione.

Il dissesto finanziario del comune sembrava non riguardare la città, ma forse qualcosa la si intuiva già.

Oggi si fa di tutto per impedire che i barboni ci vadano a dormire.

Potranno farlo domani, quando lì dentro potranno avere un appartamentino tutto per loro.

Ma è soltanto un’ipotesi.

 

Egidio Morici