09/01/2020 17:35:00

Trapani Capitale della Cultura. Articolo Uno: "Servono investimenti e il lavoro di tutti"

 Articolo Uno interviene sulla candidatura di Trapani a Capitale Italiana della Cultura 2021. Una candidatura che ha mosso tante reazioni e polemiche. Articolo Uno è fiduciosa, però, e indica quali possono essere le chiavi per aprire un percorso che porti la città ad una candidatura seria a Capitale della Cultura Italiana. Ecco la nota.


La notizia della candidatura avanzata dalla amministrazione di Trapani per il riconoscimento della qualifica di Capitale della Cultura 2021, ha aperto un dibattito pubblico sulla valenza della iniziativa e sulle reali possibilità di conseguire il prestigioso obiettivo, che tante altre città anche siciliane cercano di conquistare.

Le reazioni oscillano tra l’entusiasmo di chi ritiene la propria città una perla di attrattività per le sue qualità ambientali, geografiche, storiche ed architettoniche dove la cultura ha lasciato forti segni tuttora evidenti, e lo scetticismo di altri che sottolineano tutte le gravi mancanze, anche in tema di cultura, che gravano su Trapani, non a caso relegata agli ultimi posti delle classifiche nazionali sulla qualità della vita.

Quando si pone un traguardo da raggiungere, sia nella vita delle persone che nelle organizzazioni sociali ed economiche, di solito si tratta di fissare un obiettivo sfidante che mette sul serio alla prova le proprie capacità di rispondere con determinazione, mobilitando tutte le energie necessarie per dare ottima prova di se e raggiungere la meta.

Sìamo consapevoli, insieme a tanti trapanesi, che la nostra città tradisce in molti aspetti negativi, come la mancanza di un teatro, il profilo non adeguato al rango, se non proprio di una capitale, di una sede dignitosa per la produzione e diffusione della cultura capace di segnare significativi momenti di crescita della dimensione civica e artistica della comunità.

Eppure, nonostante l'impoverimento dettato dalla migrazione di tanti giovani verso lontane opportunità di successo, rimangono energie positive che, in numerosi campi delle conoscenze e della bellezza nelle sue mutevoli forme, sarebbero in grado di alimentare il salto di qualità necessario per fare diventare la città un nuovo centro di eccellenza culturale.

Osare si può, si deve, se mettiamo in gioco una idea di rifondazione della vita cittadina trainata non solo dal rilancio della nostra economia, con il dovuto sostegno dei tradizionali settori produttivi del territorio, ma soprattutto dalla progettazione innovativa che, a partire delle istituzioni esistenti quali la prestigiosa Biblioteca Fardelliana, la capacità organizzativa del Luglio Musicale, la formazione eccelsa del Conservatorio Scontrino, l’attrattività del Museo Pepoli, metta al centro del discorso pubblico la relazione positiva con il mondo della cultura.


Per fare questo però non è sufficiente una operazione di marketing per dipingere una patina accattivante da cartellone pubblicitario e declamare la destinazione turistica, occorre mettere a servizio dell'ambizioso progetto una seria programmazione con investimenti adeguati, da mettere in rete con tutti i soggetti portatori di interesse, con particolare attenzione all'associazionismo ed il terzo settore ,presenti ed attivi nella nostra città.
Solo in questo modo la proposta candidatura di Trapani potrà diventare l'occasione per dare una concreta opportunità di crescita civile ed economica, con la consapevolezza e la credibilità di chi lavora per cambiare in profondità la città mettendo in azione le sue potenzialità, degne di farla diventare la capitale italiana della cultura.



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