Sicilia, in piazza il popolo dei call center: "Non possiamo perdere altri posti di lavoro"
Un settore da 18.000 addetti, in crisi.
Incroceranno le braccia per l'intero turno di lavoro oggi, martedì 28 gennaio, i lavoratori del settore dei call center in Sicilia. A proclamare lo sciopero regionale per tutte le sedi delle aziende aderenti al contratto delle telecomunicazioni sono le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc. "Sollecitiamo il governo a emendare il decreto milleproroghe e a intervenire in termini strutturali", spiegano le parti sociali, chiedendo la regolamentazione del settore contro "le delocalizzazioni selvagge", la defi
scalizzazione sui processi di reshoring, piani di sviluppo di filiera e la costituzione di un fondo di settore come strumento di intervento sulle politiche attive/passive dotato di risorse economiche utili alla riconversione professionale e formazione dei lavoratori della filiera. Tra le richieste dei sindacati ci sono anche ammortizzatori sociali ordinari, clausole sociali "esigibili e con il vincolo della territorialità", tariffe minime orarie "certe e trasparenti estese ai committenti privati", revisione dei livelli di servizio e superamento dei livelli di esclusiva gratuità, e applicazione della contrattazione collettiva di settore o equivalente.

E alla vigilia dello sciopero regionale dei call center della Sicilia, arriva l’ennesima doccia fredda su Palermo. "Abramo Customer Care - annuncia la Uilcom Uil - ha convocato le organizzazioni sindacali per comunicare un repentino e drastico calo di volumi (fino la 70%) che si è abbattuto sugli operatori impiegati sulla commessa 187 Tim. Nello specifico l’azienda ha preannunciato un’ operazione che solo su Palermo determina la perdita circa 150 posti di lavoro. Siamo al solito gioco delle tre carte, in mancanza di regole sul settore che potrebbero disegnare un percorso di sviluppo e occupazione, i committenti continuano a decidere della vita e della morte delle aziende e dei loro dipendenti".
Il sottosegretario alla Sviluppo economico, Alessandra Todde, ha gia' convocato per martedi' 4 febbraio le principali aziende committenti dei call center. L'obiettivo del tavolo - fissato alle ore 15 al Mise, si legge nella convocazione, e' "analizzare il rapporto degli operatori del settore con i principali committenti sulle tematiche relative ai lavoratori, alla qualita' del servizio e alla delocalizzazione".
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