Processo Nicoletta. Parla la madre di Bonetta: "Non lo perdono"
Il verdetto, anzi i verdetti considerato che il processo per l’omicidio di Nicoletta Indelicato segue due filoni, uno marsalese e l’altro trapanese, non sono stati ancora emessi.
Oggi, però, dinnanzi alla Corte d’Assise di Trapani, dove è imputata Margareta Buffa, la sentenza più severa, una condanna senza appello, l’ha pronunciata la mamma di Carmelo Bonetta, anche lui imputato per il delitto, ma davanti al giudice di Marsala.
“Sono una madre – ha detto Rosalia Gargano, ascoltata come testimone – e quanto accaduto non lo accetto, ma soprattutto non perdono”. La netta presa di posizione di una mamma che riesce a mantenere la lucidità nonostante il cuore gonfio di dolore per le vicissitudini giudiziarie del figlio e per la morte, brutale, di Nicoletta Indelicato uccisa con dodici coltellate e poi data alle fiamme.
“Io non vivo più. La mia famiglia non vive più – lo sfogo della donna durante una pausa dell’udienza – Mi sveglio la mattina e le giornate sono tutte uguali. La notte non dormo perché penso anche a quella donna che ha perso la figlia. Chi conosce mio figlio dice di non credere che abbia potuto commettere il delitto. Lui, poi, che sviene quando vede una goccia di sangue”. Un processo caratterizzato da malori improvvisi, dopo Carmelo Bonetta che durante una udienza è finito in ospedale, oggi è toccato a Margareta Buffa colta verosimilmente da una crisi di nervi che, però, si è subito ripresa. Ma è anche un processo dove giganteggiano le figure femminili. Su tutte, la presidente della Corte Daniela Troya che si è sempre distinta per la sua professionalità, per la sensibilità, per il garbo, ma anche per la sua grande determinazione. Questa mattina non ha esitato a riprendere Margareta Buffa per i suoi sorrisini inopportuni e per le sue smorfie fuoriluogo mentre deponeva una donna devastata dal dolore. Ad ogni udienza ha sempre consentito a Margareta Buffa di sedere accanto al suo avvocato Ornella Cialona. E la prima a sincerarsi sulle condizioni dell’imputata, una volta tornata in aula dopo il malore passeggero, è stata la presidente Troya: “Va tutto bene?”.
“Margareta – ha raccontato Rosalia Gargano – è entrata a casa mia come fidanzata di Carmelo. Da quando l’ha conosciuta, mio figlio era sempre nervoso, fino a diventare un muro: gli chiedevo cosa avesse, ma lui non rispondeva. Chiedevo allora a Margareta e rispondeva: fatti miei. Ho visto Carmelo piangere. Anche la vigilia di Capodanno perché lei era andata a ballare a Palermo. Lui era innamorato perso, pendeva dalle sue labbra e per lei, invece, mio figlio era uno stupido e quando parlava, a suo dire, diceva fesserie”.
Di bugie Margareta a casa Bonetta ne ha raccontate tante: “Diceva che suo padre era un carabiniere, per poi contraddirsi e dire che era un muratore. Diceva che lei lavorava come segretaria e che non aveva bisogno dei soldi di Carmelo perché lei ne guadagnava tanti. La vigilia di Capodanno ha detto che doveva andare a Palermo per un convegno e, invece, era andata a ballar e mio figlio a casa”.
Nicoletta Indelicato, invece, Rosalia Gargano non la conosceva: “Una volta il telefono di mio figlio ha iniziato a suonare. Ho risposto io, era Nicoletta che voleva parlare con Carmelo. Quando l’ho riferito a mio figlio mi spiegò che Nicoletta era amica di Margareta e che a volte uscivano insieme”.
Quando i carabinieri, subito dopo la scomparsa di Nicoletta Indelicato, si sono presentati a casa Bonetta, Rosalia Gargano ha affrontato il figlio e Margareta dicendo loro: “Se avete fatto qualcosa vi schiaccio la testa”.
La mamma di Carmelo ha anche sottolineato che “nei giorni successivi, mio figlio era come se non ci fosse, assente, pensieroso mentre Margareta era sempre autoritaria”. La Corte d’Assise ha anche ascoltato il papà e la sorella di Carmelo Bonetta. Prossima udienza il 2 marzo.
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