13/03/2020 02:00:00

Coronavirus, Cisl Sicilia: "Bisogna intervenire con politiche sociali e occupazionali"

Sulla difficile situazione economica siciliana causata dall'emergenza coronavirus c'è l'intervento del segretario regionale della CISL Sebastiano Cappuccio che con una nota elenca i provvedimenti che per la Cisl dovrebbero essere adottati da Palazzo Chigi o e Palazzo d’Orleans.

«In Sicilia registriamo cali di commesse anche superiori al 70% e cadute di fatturato che superano il 50%, con un disastro sulla tenuta occupazionale. E per una regione che in tempi di pace ante coronavirus, contava già un milione 650 mila persone senza lavoro, tutto questo rischia di tradursi in un disastro». Sono le parole di Sebastiano Cappuccio, segretario della Cisl Sicilia, per il quale «per non affondare tutti, il toro va preso per le corna qui e ora, con un pacchetto di misure nazionali e regionali per garantire il lavoro, dando fiato all’economia».

«Sosteniamo i provvedimenti di salute pubblica adottati dal governo nazionale», continua il segretario Cisl regionale. Ma sollecitiamo un colpo d’acceleratore sul piano delle politiche sociali, occupazionali e per l’economia. 

«A cominciare - dice – dalla richiesta che ci aspettiamo adesso corale e senza timidezze, a Bruxelles, di scorporare le spese di investimento dal fiscal compact. Che sennò, finisce col funzionare come freno allo sviluppo. Con l’Europa, anche la Regione deve fare la sua parte». Aggiunge Cappuccio: «Chiediamo che siano sbloccati subito 130 miliardi per infrastrutture e per la sicurezza del territorio, che riguardano anche il territorio siciliano. Che sia data immediata copertura ai redditi dei lavoratori di tutta la regione coinvolti nella crisi da coronavirus: dal turismo al commercio all’industria ai trasporti alle coop sociali agli interinali. E va ampliata la cassa integrazione in deroga. «Abbiamo chiara – conclude il segretario - la normativa sulla cassa integrazione ordinaria e straordinaria ma va subito attivata quella straordinaria in deroga anche per le aziende con meno di sei dipendenti».