25/03/2020 06:00:00

La crisi da Coronavirus. Economia già a picco in Sicilia

 E’ la crisi economica, già in atto e che seguirà la fase successiva all’emergenza da Coronavirus, che fa più paura ai siciliani.


Le attività sono ferme, bloccate, le saracinesche calate, i costi continuano ad esserci: dal canone di locazione al pagamento dei fornitori e delle utenze.
Le misure messe in atto dal governo nazionale non sono sufficienti a garantire il sostentamento.
Le partite iva, gli artigiani, i piccoli e medi imprenditori, che sono la parte attiva del Paese e che lo mandano avanti potrebbero subire una battuta di arresto e per questo a catena far subire la crisi ai propri dipendenti.


Se ne parla poco, ma ci sono settori come quegli degli ambulanti di frutta e verdura, di chi allestisce i mercatini rionali che sono fermi da un mese.
Bar, ristoranti, hotel ogni giorno subisco perdite molto forti, non sanno se riusciranno a mantenere il loro personale alla riapertura, subiranno con molta probabilità la perdita del lavoro anche gli stagionali, l’estate 2020 è già saltata, le disdette sono arrivate.


La Sicilia, regione dove il picco da Covid19 deve ancora arrivare, sarà costretta davvero a stringersi attorno alle sue bellezze e solo quando ne saremo fuori si dovrà godere dei luoghi dell’isola.


I negozi di abbigliamento, i parrucchieri e i centri estetici, tutti sulla stessa barca. Negozi chiusi, zero clienti, zero incassi. Alla riapertura si ripartirà ma non senza tagli, obbligatori, dicono, per la sopravvivenza della stessa attività.


Molti di questi hanno degli assegni post datati che finiranno protestati se non ci sarà, cosa molto probabile, copertura finanziaria in banca.
L’emergenza sanitaria, che giustamente occupa le prime pagine di tutti i giornali, si accompagna a quella economica che ha già messo in ginocchio le piccole e medie imprese, che sono il motore dell’Italia e della Sicilia visto che i concorsi per un posto fisso sono diventati una chimera.