Le vere zone rosse? Sono gli ospedali. E in provincia di Trapani cosa si aspetta?
Un giorno qualcuno ci spiegherà cosa è successo in Lombardia nella anno 2020. Come sia stato possibile, cioè, che in una delle zone più avanzate del mondo, il coronavirus abbia avuto una letalità notevolmente maggiore rispetto, ad esempio, alla Cina. Gli esperti hanno teorie diverse, ma a poco a poco si sta facendo strada una verità che è sotto gli occhi di tutti, ma è per pudore taciuta dai più: ovvero, che il contagio si sia così largamente diffuso per un grave errore della Regione Lombardia e chi l'amministra. L'errore, mortale, sarebbe stato quello di permettere il contagio del virus negli ospedali, intervenendo troppo tardi rispetto ai casi positivi, creando così delle vere e proprie bombe virali.
I cittadini si stanno comportando, tutto sommato, bene. Le regole vengono rispettate. Le poche fabbriche aperte e i supermercati sono gli unici luoghi di "socialità". Ma gli ospedali rappresentano un vero, grande, problema. Lì si ammalano medici, lì si ammalano pazienti. Lì si è creata una grande confusione che ha portato all'esplosione del contagio.
Se questa è la lezione che ci viene dalla Lombardia, abbiamo difficoltà, da cittadini, a capire cosa sta succedendo a Trapani. Purtroppo, la sanità siciliana negli anni è stato oggetto di scelte basate non sempre sul merito, ma su altri criteri. E le conseguenze di queste scelte oggi si vedono. A Trapani come altrove. Tant'è che sembra che si navighi a vista, senza una strategia e senza sicurezza, con tanti episodi discutibili. A cominciare dal funzionario dell'Asp che è stato tra i primi contagiati e che ha girato tranquillamente per riunioni e uffici, fino ai casi eclatanti di Castelvetrano e di Salemi, all'allarme ieri al reparto di cardiologia di Trapani. A Castelvetrano, un medico è stato trovato positivo al virus. Ma era già tardi.
Alla nostra redazione ci dicono che la situazione, all'ospedale di Castelvetrano, non è semplice. Medici e infermieri (che vogliono rimanere anonimi) raccontano di altri loro colleghi ammalati, tra il Pronto Soccorso e la stessa rianimazione. Cosa ancora più grave, nell'attesa di sapere l'esito dei tamponi, il personale ha continuato e continua a lavorare.
Così come un centro di contagio è stato ed è l'ospedale di Salemi, dove presta servizio il medico di Mazara positivo al coronavirus, insieme alla sua collaboratrice.
Salemi è stata isolata. Nella città non si entra e non si esce. In realtà dovrebbero essere isolati gli ospedali. Sono, al momento, bombe ad orologeria.
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