17/04/2020 16:52:00

Marsala, parla una passeggera a bordo della Costa Deliziosa: "Vi racconto cosa accade"

 “Io sono nata in mare. Sono figlia di un commissario di bordo, ma questa esperienza mi ha ferita”. A parlare è Dolores D’Avanzo, 51 anni, residente ad Alassio. La donna, che è una storica – si occupa di Geopolitica globale - è a bordo della nave da crociera Costa Deliziosa da ieri in rada al porto di Marsala dopo che a bordo è scattato l’allarme per un passeggero che manifestava i sintomi del Covid 19. Sottoposto a tampone, tuttavia è risultato negativo al test.

Dolores D’Avanzo ha voluto raccontare a Tp24 la brutta esperienza vissuta, ma soprattutto ha voluto denunciare i comportamenti tenuti dal personale di bordo. “E’ passato – dice – dalla cordialità di inizio crociera, ad atteggiamenti molto duri. A bordo ci sono famiglie con bambini, disabili soli. Abbiamo dovuto fare i conti con un atteggiamento inaudito”

Come mai? 
“Alle 8 di ieri, ci hanno informato che avremmo fatto velocemente uno scalo in rada al porto di Marsala per sbarcare un passeggero che aveva bisogno di cure mediche”.
Vi hanno comunicato che si trattava di un presunto caso di Coronavirus?
“Assolutamente no. Fino alle 13,30 era tutto regolare. Stavamo pranzando, quando il capitano ha fatto l'annuncio che io ho registrato. Non le dico lo sgomento e il panico. Molti non sono riusciti neanche a finirlo il pranzo. Dopo 30 minuti eravamo già tutti reclusi nelle cabine”.
Fino ad allora come si svolgeva la vita a bordo?
“Fin dal 16 marzo hanno adottato alcune restrizioni, soprattutto su certe modalità di incontro. Alla fine, però, eravamo tutti insieme. Hanno annullato, ad esempio, i laboratori di manualità, ma mai chiusi Casino e Spa. Ieri, dopo che si era diffusa la notizia, hanno rigorosamente attuato i protocolli di sicurezza. Tutti isolati in cabina da 24 ore, senza alcun contatto. Pranzo e cena li lasciavano davanti alla porta della cabina”.
Dolores D’Avanzo fa una rivelazione: “Sono oltre due mesi che ho allertato nei modi che mi era possibile la compagnia e il personale di bordo che il nostro viaggio era compromesso e che dopo Bora Bora avrebbero dovuto concludere il viaggio e portarci a casa”.
La crocierà, però, è proseguita. Poi l’allarme Covid 19.
“Ci stavamo dirigendoci verso Barcellona per sbarcare i passeggeri spagnoli, dopo aver sostato a vuoto per 48 ore nelle acque extraterritoriali vicino Malta che non ha permesso scalo tecnico”.
Quindi la rotta verso Marsala. Una crociera che è diventata un incubo.
“Più di un incubo. Per molti forse solo una vacanza, un lusso, ma per tanti passeggeri no. Vi sono anche dietro storie, sacrifici e scelte. Non siamo solo numeri”.
Come il caso della studiosa, perché dietro alla sua vacanza c’è una storia. “Ho affrontato questo viaggio dopo che lo scorso anno è venuto a mancare il mio amato compagno. E il secondo giro del mondo che faccio. Francesco era un famoso geologo e gli ho fatto la promessa di realizzare il suo grande sogno: il Museo del mare di Francesco Scarpati, geologo ad Alassio. Questi itinerari mi servivano a recuperare materiali e documentari. Io ero imbarcata per scrivere una sceneggiatura che si è scritta da sola, mi è bastato aggiornare il mio diario di bordo. E chissà come sarà il rientro a casa”.

Infine, un’altra rivelazione: “Il passeggero – conclude Dolores D’Avanzo - che aveva fatto scattare l’allarme, a detta di altri passeggeri, era già salito a bordo con proprie complicanze respiratorie”.



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