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24/02/2026 06:00:00

Youssef, 17 anni, un sogno chiamato Italia spezzato sui binari a Campobello

Era arrivato a Campobello di Mazara con un’idea semplice e grande insieme: imparare l’italiano, costruirsi un futuro, aiutare la sua famiglia. Youssef Salah aveva 17 anni, un mese in Sicilia e un quaderno appena aperto in un istituto di Castelvetrano. Aveva iniziato le lezioni da due giorni.

 

Il suo viaggio si è fermato lungo la linea ferroviaria Trapani-Castelvetrano, in contrada San Nicola. Travolto da un treno. Una vita spezzata in un attimo.

 

A raccontare chi era Youssef è il fratello maggiore, Mohamed Salah, 24 anni, che vive a Milano da quattro anni. Quando ha saputo della tragedia ha preso il primo volo ed è arrivato a Campobello. “Voleva imparare l’italiano, per questo era venuto qui da papà”, dice con la voce rotta. “Aveva appena cominciato le lezioni”.

 

Il padre Adel vive da tempo a Campobello. La madre e le quattro sorelle sono in Tunisia, nella provincia di Mahdia. Una famiglia divisa dal mare, come tante. Youssef era venuto per stare con il padre, per crescere, per imparare una lingua nuova. Per avere una possibilità.

 

Venerdì mattina non sarebbe dovuto uscire. Lo racconta lo zio Lotfi: “Mio cognato gli aveva detto di restare a casa. Invece è andato ad aiutare un agricoltore a raccogliere i rami d’ulivo dopo la potatura”. Un gesto semplice, quasi naturale per un ragazzo abituato al lavoro.

 

Resta ancora da chiarire perché si trovasse così vicino ai binari al momento del passaggio del treno. I familiari dicono che indossava le cuffie per ascoltare musica, ma su questo dettaglio non ci sono conferme ufficiali. Le indagini della Polfer dovranno ricostruire gli ultimi minuti di Youssef. Perché si è allontanato dall’uliveto? Perché era così vicino alla linea ferrata? Domande che, per ora, non hanno risposta.

 

Intanto il dolore attraversa Campobello. La comunità tunisina lo ha ricordato nella moschea di via Umberto I, durante la preghiera del Ramadan. “Giovedì era con noi – racconta Sabeur Ben Romdhane – abbiamo pregato per lui e per la sua famiglia”.

 

La salma si trova all’obitorio del cimitero di Mazara del Vallo. Sarà rimpatriata in Tunisia grazie al Consolato di Palermo. Il padre è già partito per Tunisi, dove  accoglierà il corpo del figlio. Ad aspettarlo, la madre e le sorelle.

 

Youssef era arrivato per imparare una lingua nuova. Per farsi strada in un Paese che sentiva già un po’ suo. È tornato indietro in silenzio, dentro una tragedia che lascia una comunità sospesa e una famiglia spezzata tra due rive del Mediterraneo.



Cronaca | 2026-02-23 09:20:00
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