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22/02/2026 10:47:00

Youssef era arrivato a Campobello per imparare l’italiano: il racconto del fratello

Era arrivato dalla Tunisia da appena un mese. Aveva 17 anni e un obiettivo semplice: imparare l’italiano, integrarsi, costruirsi un futuro. 

 

Youssef Salah, morto travolto da un treno a Campobello di Mazara, non era in Sicilia per caso.

A raccontarlo al Giornale di Sicilia è il fratello maggiore, Mohamed Salah, che vive a Milano. “Voleva imparare l’italiano, ecco perché dalla Tunisia era venuto qua a trovare mio padre”, ha spiegato. Il padre, Adel, lavora nelle campagne del Trapanese ed è arrivato a Campobello dieci anni fa per lavorare come bracciante agricolo. La madre, invece, è rimasta in Tunisia con gli altri figli.

 

L’ultima volta che si erano sentiti risale a pochi giorni prima della tragedia. Youssef aveva raccontato al fratello di aver iniziato a frequentare lezioni per imparare la lingua. “Voleva imparare l’italiano”, ripete Mohamed, che ora non si dà pace.

Secondo quanto ricostruito, venerdì mattina il ragazzo sarebbe dovuto andare a lavorare in campagna. Lo zio Lotfi, sempre al Giornale di Sicilia, ha raccontato che Youssef aveva chiesto di poter aiutare un agricoltore di Campobello: “Mio cognato prima di andare al lavoro lo aveva invitato a non muoversi da casa. Invece lui ha scelto di andare ad aiutare un agricoltore di Campobello per raccogliere i rami d’ulivo dopo la potatura”.

L’incidente è avvenuto intorno alle 9.30 del mattino, in contrada San Nicola. Il giovane si trovava vicino ai binari quando è stato investito dal convoglio diretto a Castelvetrano. Le indagini hanno escluso l’ipotesi del gesto volontario. Youssef indossava le cuffie e probabilmente non ha sentito il treno in arrivo.

 

 

Dopo la tragedia, la comunità tunisina di Campobello di Mazara si è stretta attorno alla famiglia. Durante la preghiera del Ramadan nella moschea Rahma, è stato ricordato come un ragazzo educato e rispettoso.

La salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Mazara del Vallo e nei prossimi giorni rientrerà in Tunisia grazie alla collaborazione del consolato tunisino a Palermo.

Un sogno semplice, quello di imparare una lingua e iniziare una nuova vita, spezzato in un attimo lungo una linea ferroviaria che attraversa le campagne senza recinzioni.