Si chiamava Joussef Salah, aveva 17 anni, e a Campobello di Mazara lo conoscevano in tanti. Un ragazzo di origine tunisina, cresciuto in paese, ben voluto e stimato. Nonostante la giovane età era già un gran lavoratore: aiutava la famiglia nei campi, si dava da fare senza tirarsi indietro. La sua morte ha colpito profondamente la comunità, italiana e tunisina.
Joussef è morto ieri mattina, intorno alle 11, investito dal treno passeggeri che da Trapani è diretto a Castelvetrano, lungo la linea ferroviaria all’altezza di contrada San Nicola, nel territorio di Campobello.
Secondo la ricostruzione, il ragazzo stava camminando lungo i binari con le cuffie e la musica ad alto volume, dando le spalle al convoglio in arrivo. Il macchinista ha azionato il segnale acustico e tentato una frenata disperata, ma non è riuscito a evitare l’impatto. Le ferite, soprattutto al capo, sono state gravissime e fatali.
In un primo momento si era ipotizzata anche la possibilità di un gesto volontario. I primi rilievi hanno invece chiarito che si è trattato di un tragico incidente. Joussef stava lavorando nei campi che costeggiano la ferrovia: stava potando alberi e, secondo quanto raccontato dai familiari agli agenti, probabilmente si stava spostando da una zona di lavoro a un’altra quando è stato travolto.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno tentato a lungo di rianimarlo, senza riuscirci. L’area è stata transennata dalla Polizia Ferroviaria di Marsala in attesa del medico legale per la prima ispezione. La salma è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Castelvetrano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Poco dopo l’incidente sono arrivati anche i genitori. La madre è stata colta da un malore. La famiglia vive in Italia da anni: il padre lavora come bracciante agricolo nelle campagne del Trapanese, la madre si occupa dei tre figli.
La linea ferroviaria, a binario unico, è rimasta chiusa per tutta la giornata per consentire i rilievi della Scientifica. Il traffico è stato sospeso per ore, con gravi disagi per i viaggiatori, costretti a spostarsi con autobus sostitutivi.
La tragedia riaccende l’attenzione sulla sicurezza lungo i binari, soprattutto nelle aree agricole dove le rotaie attraversano le campagne senza particolari protezioni.
A Campobello resta il dolore per un ragazzo descritto da tutti come serio, gentile e instancabile. Una vita spezzata mentre stava lavorando.