Sanatoria per gli immigrati irregolari. La ministra Bellanova verso le dimissioni
Alta tensione nel governo. La ministra Teresa Bellanova ha minacciato le dimissioni se non passa, nel decreto con le misure anti-covid, la sanatoria per gli immigrati irregolari, braccianti spesso ridotti in schiavitù nelle campagne italiane.
E' una misura che serve a dare dignità a queste persone, a fare emergere il lavoro nero, a contrastare il caporalato. Oltre ad esserci un problema sanitario: queste persone sono come dei fantasmi, e quindi non sono neanche "tracciabili".
Sull'emersione dei lavoratori in nero c'è "una condivisione di fondo - ha detto a Radio anch'io la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese -. Ieri abbiamo avuto degli incontri. Riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri. C'è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito".
Quella sulla regolarizzazione "non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria", ha spiegato a 'Radio anch'io' la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.
Trattative serrate nella maggioranza sulla regolarizzazione. Pd, Iv e Leu spingono per inserire la misura nel 'decreto maggio' che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri in settimana. La ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, è d'accordo. Manca però l'ok dei Cinquestelle, che hanno al loro interno sensibilità diverse sul tema.
Bellanova è quella che sta pressando di più e chiede che il provvedimento veda subito la luce per regolarizzare quelli che lei chiama 600mila "invisibili". Sulla stessa posizione Provenzano. "C'è un tema in agricoltura - ha ricordato il ministro per il Sud - che è un'emergenza da risolvere non più procrastinabile: dai campi arrivano i cibi che consumiamo sulle nostre tavole, dobbiamo ora portare anche nei campi quei diritti negati a chi ci lavora. La regolarizzazione e l'emersione del lavoro nero non solo risponde ad un'esigenza di giustizia, ma è anche un incentivo a fare ulteriori passi di modernizzazione al settore agricolo". Per Provenzano la misura dovrebbe riguardare anche colf e badanti, nonchè i lavoratori italiani in nero.
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