22/05/2020 06:00:00

In Sicilia e in provincia di Trapani la lotta al Coronavirus stravolta dalle inchieste

La sanità siciliana (e trapanese) si trova ad affrontare la fase due dell’emergenza coronavirus travolta dall’inchiesta su tangenti e appalti. Un’inchiesta che ha portato all’arresto ai domiciliari del commissario per l’emergenza Covid in Sicilia, Antonino Candela, e l’arresto in carcere per il manager dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani.


Due arresti eccellenti, che stravolgono la gestione della fase due della lotta al Coronavirus sull’Isola.
In provincia di Trapani il virus è agli sgoccioli, resta solo un positivo al Covid19. Un’epidemia che nel territorio trapanese non ha raggiunto livelli catastrofici. La provincia di Trapani è in Italia la più virtuosa e quella che si sta avvicinando prima alla fine dell’epidemia, da tre settimane si registrano zero nuovi contagi. E questa nuova fase dovrà affrontarla con l’Asp di Trapani travolta dallo scandalo delle mazzette che avrebbe intascato il suo manager.
Proprio ieri mattina, l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, in conferenza stampa ha delineato alcuni punti della nuova fase per la sanità siciliana.

La fase 2 della sanità siciliana
Razza ha annunciato che dal 25 maggio riapriranno le strutture sanitarie, anche ambulatoriali, per le ordinarie prestazioni intramoenia ed extramoenia.
L’assessore alla Sanità ha anche illustrato i criteri ai quali dovranno uniformarsi i centri di servizi sanitari, già a partire da lunedì: quello epidemiologico, quello dell’adeguata gestione dei posti letto, e il monitoraggio della diffusione virale.

“Spesso si è pensato alla Fase 2 come uno scampato pericolo. Invece vuol dire che il sistema sanitario è posto a garanzia della prosecuzione e del funzionamento del sistema economico” ha affermato l’assessore.
Sulla gestione dei pazienti nei pronto soccorso Razza ha detto che ci saranno “percorsi separati, con protocolli di monitoraggio tanto per i pazienti quanto per gli operatori”. Altra novità saranno i tamponi per chi dovrà essere ricoverato per un intervento chirurgico, tamponi che verranno fatti due giorni prima. Per quanto riguarda invece i ricoveri in area medica verrà fatto il test sierologico non rapido e poi eventualmente il tampone.

La situazione in provincia di Trapani e in Sicilia
Finisce l’incubo per Antonio Bono il ragazzino di Campobello di Mazara contagiato dal Coronavirus mentre si trovava all’Oasi di Troina. Antonio è tornato a casa, a Campobello, con i suoi genitori che non vedeva da quasi 3 mesi. Antonio si trovava all’Oasi di Troina per un periodo di riabilitazione e lì è stato contagiato dal Coronavirus in quello che diventò uno dei maggiori focolai in Sicilia.
E’ invece di Castelvetrano l’ultimo positivo al coronavirus in provincia di Trapani. L’uomo si trova in isolamento presso un hotel di Palermo, in attesa di negativizzazione.
Da quando è cominciata l’emergenza in provincia di Trapani sono state contagiate 125 persone, di cui 119 sono guarite e 5 decedute.
Intanto ieri in Sicilia non si sono registrati decessi. Su 3700 tamponi soltanto 6 persone sono risultate positive, il rapporto è di circa un positivo ogni 600 tamponi. Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 127.348 (+3.775), su 112.329 persone: di queste sono risultate positive 3.417 (+6), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.522 (-1), 1.627 sono guarite (+7) e 268 decedute (0).
Degli attuali 1.522 positivi, 118 pazienti (-11) sono ricoverati - di cui 11 in terapia intensiva (0) - mentre 1.404 (+10) sono in isolamento domiciliare.

 

Carico di materiale sanitario in Sicilia
È atterrato, all'aeroporto 'Falcone e Borsellino' di Palermo, il terzo volo cargo con tecnologie e materiale sanitario acquistati dalla Regione Siciliana, nell'ambito della collaborazione avviata con l'Upmc di Pittsburgh.

A bordo del Boeing 777 della Ethiopian airlines, proveniente dalla Cina, un carico complessivo di oltre 36 tonnellate di merce (imballate in 4.800 colli) fra cui 100 monitor e 41 ventilatori polmonari. Si tratta di tecnologie fondamentali per attrezzare nuove Terapie intensive negli ospedali siciliani.
Inoltre, sono stati scaricati 100 mila tamponi, circa 400 mila visiere protettive, 260 mila copricapo e 250 mila calzari. I materiali sono stati presi in carico dalla Protezione civile regionale - era presente il responsabile Calogero Foti - che provvederà a smistarli alle strutture sanitarie della Sicilia.

«Quello atterrato – sottolinea l'assessore alla Salute, Ruggero Razza - è uno dei carichi più preziosi perché consente di incrementare la dotazione tecnologica dedicata alle terapie intensive, permettendoci di stare al passo con il Piano straordinario che il governo Musumeci ha messo a punto per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, garantendo sempre un posto letto a quanti possano averne bisogno».

Come è noto, la Regione Siciliana si è organizzata da subito, anche con propri approvvigionamenti grazie alla collaborazione con Upmc, per assicurarsi un rifornimento costante di dispositivi di protezione individuale e di tecnologie da destinare al personale sanitario impegnato nella emergenza Covid. Regione Siciliana e Upmc gestiscono insieme il Centro d'eccellenza Ismett di Palermo.