23/05/2020 06:00:00

Il duplice assassino di Via della Clessidra: Au revoir /10

di Marcello Benfante, con le tavole di Gianni Allegra 

XI
AU REVOIR

Ignoravo allora che, tingendo di nero metà della mia barba e dei miei capelli, avrei provocato in me il più singolare e orribile fenomeno di sdoppiamento della personalità! (Cami, "Le avventure di Lufock Holmes")

Qualche giorno dopo, archiviato il caso di via della Clessidra e incassata una discreta (quanto insperata) parcella da parte dei parenti del Grevaglio, puntualissimi nell’onorare il loro impegno, Ferraù volle sdebitarsi con il Professore offrendogli una parte del compenso, che peraltro riteneva di non meritare e che per di più gli scottava tra le dita come una moneta arroventata.

Il suo era poco più che un gesto simbolico, di riconoscenza e di considerazione, che tuttavia celava un preciso scopo.

Mi chiese dunque di accompagnarlo alla Vucciria e di aiutarlo a convincere “quell’ostinato barbone” – così disse, ma in tono affettuoso - ad accettare un aiuto materiale che potesse alleviare minimamente e temporaneamente gli stenti della sua precaria vita on the road.

Il Professore non era nel suo “studio”, dove già una piccola folla di persone lo attendevano per un consulto, disciplinate e messe a turno dal diligentissimo Sarino che annotava in un quadernetto l’argomento del consulto richiesto.

Apprendemmo proprio da Sarino che il Professore era solito a queste temporanee sparizioni o eclissi (come lui le chiamava).

Lo trovammo poco dopo accovacciato di fronte alla statua del Genio di Palermo, con la quale sembrava intrattenersi in un muto colloquio fatto di intensi sguardi e di oscuri gesti. Lacero e arruffato, si sarebbe detto un mentecatto o un invasato che dava ascolto alle sue voci interiori, ai suoi oscuri demoni.

Avvicinandoci, sentimmo un forte tanfo di alcol. Notammo pure che un rigagnolo rosso colava dalla bocca del vegliardo e imbrattava in modo inverecondo un lato della sua candida barba, spartendola così in due metà, di cui una sembrava ilare e l’altra mesta, come certi mascheroni teatrali.

Vedendo quel volto di Sileno abbrutito, pietà e raccapriccio si mescolarono nei nostri muti pensieri, che tuttavia con uno sguardo il Professore comprese e ammise.
Naturalmente, l’offerta del mio amico lo lasciava indifferente, anche se ne apprezzava il sollecito intento.

- Soldi? No grazie, non saprei davvero che farmene. Io pratico il baratto. Scambio il mio modesto contributo intellettuale con generi di prima necessità: cibo, vestiario, libri e pochissimo altro, tra cui, come avete constatato, il vino.

- Ma una vita un po’ più comoda, più salubre, più sicura...

- Sto bene così, vi assicuro... non preoccupatevi per me... voglio vivere e morire in piazza, senza gabbie e costrizioni di sorta. Ebbro di luce, di vento. E magari d’altro...

Ferraù era un po’ sulle spine. Non capiva se il Professore era sufficientemente lucido. Mi accorsi, dal modo in cui oscillava come un pendolo ora su un piede e ora sull’altro, che esitava, penava, che si sforzava di vincere le sue ultime titubanze e al tempo stesso le prevedibili resistenze del suo estroso interlocutore.

- Professore, mi chiedevo se... volevo dirle... per farla breve, vorrebbe diventare mio socio?

- Socio? È una strana richiesta. Ve l’ha suggerita forse la vostra amica archeologa?

- Dora? No di certo. Perché lo pensa?

- Diciamo perché anch’io sono un reperto antichissimo...

- No, Dora non c’entra. È una mia idea.

- Ne sono lieto, non sopporterei certe premure femminili. Il passato è sepolto per sempre...

- D’accordo, guardiamo al futuro. Allora, che ne pensa della mia proposta?

- Penso che io non sono granché tagliato per gli affari, come è facile intuire dal mio stato di indigenza... e di ubriachezza, benché non mi manchi nulla di necessario, beninteso. Vino compreso.

- Non si tratta di affari in senso stretto... piuttosto un sodalizio, ecco, una collaborazione...

- Di che tipo?

- Beh, io, come sa, faccio l’investigatore. Ci tento, almeno. Ma ho ancora molto da imparare. Il suo approccio filosofico, diciamo così, mi ha molto impressionato. Pensavo che potremmo essere una coppia ben assortita, funzionale, complementare: lei la mente, io il braccio... insomma, qualcosa di simile, più o meno. Che ne dice?

- Temo che lei mi sopravvaluti. Non sono che un barbone... non ho nessuna esperienza in campo criminale, se non una lunga serie di amene letture giovanili, quando associavo l’arte degli scacchi all’amore per i libri gialli. Ma se proprio vuole, se ha fiducia nella mia metà sobria, possiamo riparlarne uno di questi giorni ... perché no?Potrebbe essere un’esperienza piacevole, nonché di pubblica utilità. Ora però ho da fare... il mattino ha l’oro in bocca. Devo proprio andare. Porgete i miei omaggi alla vostra amica archeologa. A proposito, perché non lei come socia? Ci pensi, non è un’idea cattiva, è un tipo tosto...

- Ma non era un passato sepolto per sempre?

- Nella vita non si può archiviare mai nessuna pratica, e tanto meno quelle del cuore, suppongo.
Non osammo chiedergli in che rapporto stesse Dora con il suo cuore, e il Professore ci sorrise con gratitudine per questa nostra pudica discrezione.

- Bene - disse infine congedandosi - adesso però sarà meglio che mi sbrighi, o non combinerò nulla oggi. Ho mille cosucce da sbrigare. Arrivederci, allora...

Cosa dovesse fare non era chiaro. Raccolse in fretta le sue povere cose, le mise nello zaino e si incamminò per via Argenteria Nuova con insospettabile leggerezza, quasi senza zoppicare. Libero come l’aria.

***

Per leggere le puntate precedenti:

Il duplice assassino di Via della Clessidra. Una burla /1

Il duplice assassino di Via della Clessidra. Uno strano caso /2

Il duplice assassino di Via della Clessidra. In cerca dell'uomo /3

Il duplice assassino di Via della Clessidra. Disarmonie prestabilite /4

Il duplice assassino di Via della Clessidra. Ercole al bivio /5

Il duplice assassino di Via della Clessidra. Istruzioni per l'uso /6

Il duplice assassino di Via della Clessidra. Al Colapesce /7

Il duplice assassino di Via della Clessidra. Cala il sipario /8

Il duplice assassino di Via della Clessidra: Ipse dixit /9