03/06/2020 18:59:00

 Entro giugno potrebbe arrivare il primo farmaco capace di combattere il coronavirus

 Entro la fine di giugno potrebbe arrivare il primo farmaco al mondo capace di combattere il virus che causa il Covid-19. Si tratta di un medicinale sperimentale, denominato LY-CoV555, che è stato somministrato nei giorni scorsi a un gruppo di pazienti ospedalizzati nell'ambito del primo studio mai effettuato su un potenziale trattamento anticorpale contro il virus SARS-CoV-2.

Tra i centri medici coinvolti, alcuni dei più importanti ospedali statunitensi: la NYU Grossman School of Medicine e il Cedars-Sinai a Los Angeles.

I risultati sono previsti in tempi molto stretti, entro la fine del mese, così come rapido (soltanto tre mesi) è stato l'iter che ha portato i ricercatori dell'azienda farmaceutica Lilly a sviluppare l'anticorpo. Quest'ultimo era stato identificato dal Centro di ricerca sui vaccini dell'Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid), quello diretto da Anthony Fauci, in collaborazione con AbCellera, su un campione di sangue prelevato da uno dei primi pazienti americani guariti dal Covid-19.

Tecnicamente, LY-CoV555 è un anticorpo monoclonale progettato per bloccare l'ingresso del virus nelle cellule umane. È potenzialmente utilizzabile sia nella prevenzione che nella cura del Covid-19. La sua efficacia verrà testata nei prossimi mesi sia da solo sia in combinazione con altri anticorpi.


"I trattamenti di questo tipo promettono di essere contromisure efficaci contro il coronavirus", ha dichiarato Mark J. Mulligan, direttore della divisione di malattie infettive e immunologia, nonché direttore del Vaccine Center presso la NYU Langone Health. "Inoltre - ha aggiunto Daniel Skovronsky, responsabile scientifico e presidente di Lilly Research Laboratories - sono importanti per i gruppi più colpiti dalla malattia come gli anziani e le persone con sistema immunitario compromesso che non potranno sottoporsi al vaccino. Qualora LY-CoV555 si rivelasse parte della soluzione a breve termine per il Covid-19, vogliamo metterla a disposizione dei pazienti il più rapidamente possibile, già entro la fine dell'anno".