Il consiglio comunale di Trapani contro Misiliscemi. Il commento di Lipari
«La Democrazia è una pessima forma di governo ma comunque la migliore che si conosca. E la volontà popolare va sempre rispettata. Anche quando non ci fa comodo. Soprattutto riguardo alla questione Misiliscemi, il cui referendum ha avuto come esito la prevalenza dei SI, raggiungendo il 90% dei votanti nei territori facenti riferimento a Misiliscemi. Pertanto mi son già rassegnato all’idea che Trapani perda un pezzo importante ma non nutro dubbi sulla regolarità dello svolgimento delle consultazioni referendarie vista l’assenza di denunce formali.»
A dirlo è Giuseppe Lipari Consigliere comunale della Città di Trapani, che commenta così l’esito della votazione in Aula Consiliare dell’atto di indirizzo politico contro l’istituzione del nuovo comune di Misiliscemi firmato dai 17 consiglieri di maggioranza, tra cui anche quelli espressione delle frazioni.
«Personalmente – afferma - avrei preferito che la Città rimanesse unita ma la questione Misiliscemi è una cosa seria, soprattutto perché c’è una volontà popolare, che si è già espressa, da rispettare. Vien da preoccuparsi quando taluni consiglieri comunali del Capoluogo, espressione di quei territori, oggi si mostrano contrari al rispetto dell’esito referendario, nonostante, fino a qualche settimana fa, partecipassero attivamente alle riunioni del comitato pro Misiliscemi. Vien da preoccuparsi ancor di più se si pensa che nel 2015 alcuni di questi sedevano in Consiglio Comunale e nel nome di una presunta “Autodeterminazione dei popoli” votavano a favore del Referendum di Misiliscemi in quanto ritenevano giusto che la cittadinanza si esprimesse sul tema. Oggi, nonostante il chiaro esito referendario, suona male che tutti questi consiglieri di diretta espressione delle frazioni, sorprendentemente cambino idea e si schierino contro la volontà popolare e contro la formazione del nuovo comune.
Discostarsi dal risultato della votazione a seconda dell’esito, pur avendo avuto tutti gli strumenti utili ad evitare questa contraddizione, rappresenta una mancanza di coerenza e soprattutto di coraggio. Coerenza rispetto alla partecipazione alle riunioni del progetto Misiliscemi e mancanza di coraggio per non aver difeso a spada tratta la volontà popolare da questa Amministrazione che ormai non sa più che pesci pigliare.
Tuttavia –continua il consigliere– il vero problema per il nostro territorio non è la creazione del nuovo comune di Misiliscemi, già fisicamente staccato dal comune di Trapani, ma è la rettifica dei confini con il contiguo comune di Erice. La frazione di Casa Santa andrebbe infatti annessa al comune di Trapani. Si pensi ai danni che questa separazione ha prodotto negli anni all’intera comunità residente tra i due territori: Tra i più clamorosi un ospedale sottosviluppato ed una pista ciclabile orrenda, lasciata a metà, sul lungomare, perché al confine con Trapani”.
“Chissà – conclude Lipari - se il Sindaco di Trapani difenderà gli interessi della Città oppure quelli del suo Movimento politico “Erice che Vogliamo”. Chissà se ora che questo movimento amministra sia Trapani che Erice sia il momento giusto per porre fine a questa assurda separazione. Sono certo che, data la serietà e la responsabilità dei dirigenti di tale movimento, non si anteporranno esigenze di poltrone al perseguimento degli interessi delle collettività da essi amministrate, che con l’annessione di Casa Santa al Comune di Trapani, vedrebbero una maggiore efficienza nell’erogazione dei servizi.»
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