Randagismo a Partanna, il Comune non sterilizza. Ci pensa l'Oipa
Azione dimostrativa dei volontari dell’Oipa Italia per protestare contro le mancate sterilizzazioni degli animali randagi. Un gruppo di attivisti ha donato al Comune di Partanna (Trapani) tre kit di attrezzi chirurgici per le sterilizzazioni, di cui due per la sterilizzazione dei cani e uno per la sterilizzazione dei gatti, acquistati grazie a una colletta.
«È da quasi un anno che le sterilizzazioni sono bloccate. Precedentemente era il veterinario dell’Asp a portare gli attrezzi che servivano, visto che mancavano, ma dopo diversi solleciti all’Amministrazione comunale che gestisce il canile non è più venuto a sterilizzare poiché non si è mai provveduto a ricreare le condizioni necessarie per fare gli interventi», spiega Andrea Marco La Commare delegato dell’Oipa di Partanna. «In casi urgenti, e per consentire le adozioni che come volontari ci impegniamo promuovere, abbiamo portato noi i randagi nei canili dei Comuni vicini per sterilizzarli, con tutte le difficoltà e complicazioni che questo comporta».
La mancata applicazione della legge regionale della Sicilia n. 15/2000, che obbliga i Comuni ad avere cura dei randagi e incentivare le sterilizzazioni per ridurre il fenomeno del randagismo, ha portato a un considerevole aumento di cuccioli in canile e in strada, di fatto annullando ogni possibile passo avanti nel contenimento del problema del randagismo.
«Molti cuccioli nati nel territorio sono stati messi al sicuro presso le nostre abitazioni e alcuni di loro hanno già trovato adozione attraverso i nostri canali di volontariato», continua La Commare. «Ma tanti hanno perso la vita, come abbiamo documentato, e molti altri sono a rischio e contribuiranno ad accrescere il numero dei randagi. Inoltre, nessun gatto è mai stato sterilizzato dal Comune di Partanna. C’è tanto da cambiare, bisogna forse istruire gli organi di vigilanza alle corrette prassi d’intervento e iniziare a denunciare chi tiene gli animali in modo non idoneo. E occorre semplicemente applicare la legge e capire che gli animali senza casa vanno rispettati e tutelati anche e innanzitutto dalle istituzioni».
In un contesto in cui il canile comunale versa in condizioni precarie e di sovraffollamento, ancora una volta i volontari dell’Oipa sono stati costretti a sostituirsi alle istituzioni per l’amore degli animali, per evitare e alleviare le loro sofferenze.
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