11/08/2020 06:00:00

Coronavirus, più nuovi casi in Sicilia che in Lombardia. Le Regioni premono per i test rapidi 

Sono 32 le nuove persone positive in Sicilia, contro le 29 di domenica. In Italia peggio dell'Isola da ieri solo Emilia Romagna e Lazio. Davanti anche alla Lombardia, che si è fermata a 31: non era mai successo. È quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute. Sedici dei 32 nuovi casi a Siracusa, 9 a Catania, 5 a Palermo, uno a Ragusa e uno a Messina.

TUTTI I NUMERI IN SICILIA - Attualmente dunque i positivi sono 450, in virtù delle 2 persone guarite; salgono così a 3.485 i casi totali di Coronavirus da quando è iniziata la pandemia. Salgono però, e non di poco, ricoverati: 51 contro i 44 di ieri, di cui 6 (+1 rispetto a 24 ore fa) in terapia intensiva.

Tanto per fare capire la situazione, non certo positiva, che si sta andando a delineare: fino a un mese fa, in ospedale c'erano 11 persone, circa cinque volte meno, e nessuno in terapia intensiva.

Le persone che hanno sconfitto il Covid-19 in Sicilia sono 2.751. Fermi, fortunatamente, i decessi: 284. Nelle ultime 24 ore, in Sicilia, sono stati eseguiti circa 1200 tamponi.

Sono sei in totale i casi attuali positivi e asintomatici in provincia di Trapani. L'ultimo in ordine di tempo ad Alcamo, dove ora sono due le persone positive, anche se una delle due, è la donna ricoverata all'ospedale Cervello. Gli altri casi sono, due a Marsala, una a Mazara e una a Partanna. L'asp comunica di aver effettuato in totale 20.529 tamponi dall'inizio dell'epidemia. Mentre i test sierologici su personale sanitario sono 9.616. Sono 126 le persone guarite dal Covid-19, 5 i decessi, e 6 sono quelli attualmente positivi.

Tendopoli migranti: Musumeci incontra i sindaci del Calatino - La tendopoli per ospitare i migranti in quarantena, che il Governo centrale intende realizzare nel territorio di Vizzini, nel Catanese, all'interno dell'ex deposito dell'Aeronautica militare, è stata al centro di un vertice tra i sindaci del Calatino e il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Nel corso dell'incontro, richiesto dagli stessi amministratori, ha preso parte anche l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. I primi cittadini hanno manifestato “preoccupazione e contrarietà circa le decisioni assunte dal governo nazionale”. In particolare, anche a seguito di una ricognizione effettuata all'interno della area individuata dal Viminale, “ritengono inadeguate le strutture finora approntate, essendo non idonee a ospitare i migranti”. Durante il vertice, che si tenuto al Palazzo della Regione di Catania, gli amministratori locali hanno manifestato “preoccupazione per l'inevitabile promiscuità di contatti a causa delle dimensioni delle strutture, apparse modeste”. I sindaci, mostrando apprezzamento per l'ordinanza emanata ieri dal presidente della Regione che “garantisce sicurezza e salute sia per i siciliani che per i migranti”, hanno sottolineato la necessità di rappresentare al Governo “di prendere in considerazione soluzioni alternative”. All'incontro erano presenti: Vito Cortese ( Vizzini), Giovanni Verga (Licodia Eubea), Giovanni Burtone (Militello in Val di Catania), Giuseppe Mistretta (Mineo), Giuseppe Branciforte (vicesindaco di Grammichele), Salvatore Astuti (Palagonia) e Franco Barchitta (Scordia).

Frenano i contagi per coronavirus in Italia: sono 259 i nuovi casi registrati in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, mentre ieri erano stati 463. Complessivamente sono 250.825 le persone che hanno contratto il virus. Risale invece il numero delle vittime: 4 in più che portano il totale a 35.209, mentre domenica l'incremento era di due. Solo 3 le regioni senza nuovi casi - Friuli Venezia Giulia, Molise e Basilicata - mentre i maggiori incrementi si registrano in Emilia Romagna (+39), Lazio (+38) e Sicilia (+32) . Nonostante il calo generalizzato dei contagi, aumenta il numero di attualmente positivi per il coronavirus, il numero dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive e quello delle persone ricoverate con sintomi negli altri reparti degli ospedali. Dai dati del ministero della Salute emerge infatti che sono 13.368 i malati, 105 in più rispetto a domenica, 46 le persone in terapia intensiva (una in più) e 779 quelle ricoverate con sintomi (16 in più). I pazienti in isolamento domiciliare sono invece 12.543, 88 più di domenica. Complessivamente, le persone dimesse o guarite dal virus sono 202.248, 150 in più rispetto a domenica. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 26.432 tamponi, circa 11mila in meno rispetto a sabato.

I TEST RAPIDI- Le Regioni, alla luce dei diversi focolai, molti al rientro delle vacanze premono per maggiori controlli e test più rapidi.La Regione Lazio si sta organizzando per sottoporre a test chi rientra dalle vacanze in aree ad alta incidenza di contagi per Covid. Secondo quanto si apprende la Regione, in attesa dio un provvedimento a livello nazionale ieri auspicato dallo stesso NIcola Zingaretti, sta predisponendo tutto il necessario per procedere ai test agli aeroporti e presso le stazioni dell'alta velocità. In particolare a destare preoccupazione sono stati gli ultimi focolai in Italia dovuti a rientri dalle vacanze da Malta, Grecia, Spagna e Croazia. La stessa cosa in Veneto."Ho parlato con il ministro della Salute Roberto Speranza e ora attendo, le schede con i protocolli, la conferma sulla validazione dei test rapidi". Lo ha ricordato il presidente del Veneto, luca Zaia, spiegando che ora sono molte le aziende, anche italiane, che si sono affacciate sul mercato "con tamponi rapidi più performanti". " I test rapidi sono una vera avanguardia - ha sottolineato - e sarà molto utile negli screening, per esempio, nella scuola, negli aeroporti ecc. . Non è una rivoluzione da poco. Noi lo stiamo usando in maniera assidua come nell'ex Caserma di Casieri (Treviso) dove sono stati registrati 257 positivi".

Il Ministro Lamorgese, appello ai giovani - "Ai giovani bisogna dire che dobbiamo stare attenti perché la responabilità che finora ha contraddistinto i nostri comportamenti deve proseguire. Dobbiamo comportarci allo stesso modo anche adesso e non possiamo pensare che siamo in una fase in cui possiamo non mantenere il distanziamento e la mascherina. Stiamo uscendo dalla fase più dura dei contagi, ma quando poi vedo che la curva ricomincia a salire dico 'stiamo attenti', perché dobbiamo essere pronti ad affrontare l'autunno. Dobbiamo essere responsabili nei nostri comportamenti anche quando si è fuori al mare a divertirsi: pensare che si possa fare a meno di determinate precauzioni è sbagliato". Lo ha detto - in un appello rivolto ai giovani - il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervistata da Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, al Caffeina Festival a Santa Severa.

Sul piede di guerra il governatore della Campania De Luca. "Abbiamo verificato, negli ultimi giorni, che l'80 per cento dei contagi registrati deriva da contatti con cittadini provenienti o rientranti dall'estero. E' indispensabile sottoporre quanti arrivano o rientrano dall'estero all'obbligo di quarantena in relazione ai voli provenienti da Paesi a rischio". E' quanto sostiene il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. "Sono indispensabili il controllo della temperatura corporea ma anche test sierologici, e una stretta rigorosa sui controlli, altrimenti diventerà inevitabile la chiusura delle frontiere - sostiene - L'invito ai cittadini è di rispettare rigorosamente le misure di precauzione e prevenzione previste, senza le quali va evitato di avere contatti con quanti, anche familiari, rientrano da viaggi all'estero".



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