16/10/2020 11:25:00

Mafia a Trapani, l'operazione "Scrigno" e il tentativo di fornire gli arredi all'Ars

Ci sono nuovi particolari nel capitolo relativo alla fornitura di arredi all’Ars emerso nell’ambito dell’operazione Scrigno culminata nell’arresto, tra gli altri, dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello. Vito Gulotta, che all’epoca dei fatti lavorava presso la ditta “Gulotta Design” intestata alla sua ex moglie Vincenza Costa, ascoltato dai carabinieri, ha fornito altri particolari sulla vicenda.

Per ben due volte, Vito Gulotta, secondo la sua testimonianza, si è recato a Palermo per concordare la fornitura di arredi per ufficio. La prima volta era in compagnia di Giuseppe Salerno. La seconda volta, invece, ha raggiunto il capoluogo siciliano da solo. Il primo viaggio, in compagnia con Giuseppe Salerno, risale tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015.
Vito Gulotta conosceva Giuseppe Salerno e il padre di questi Carmelo perché l’ex moglie lavorava presso il negozio di ortofrutta gestito dai due.
Sarebbe stato proprio Carmelo Salerno, che frequentava Paolo Ruggirello, a rivelare a Vito Gulotta che c’era la possibilità di poter fornire arredi all’Ars.

Giunti a destinazione Vito Gulotta e Giuseppe Salerno si recarono nell’ufficio di Paolo Ruggirello. “In quella circostanza – dice Gulotta – non si parlò di gara d’appalto, ma solo della realizzazione di alcuni armadi in legno”.

Nel corso della riunione, però, Vito Gulotta apprese di una gara d’appalto indetta dall’Ars per la fornitura di mobili per arredare le sale di ristorazione frequentate dai deputati. Gulotta vi partecipò: “Inviai la mia offerta, ma non ottenni risposta”.
Poi, però, venne contattato da Carmelo Salerno e da Paolo Ruggirello con i quali avrebbe avuto un incontro al bar del distributore Ip tra Xitta e Paceco.  “Ruggirello mi informò che la gara d’appalto era stata annullata ma che lui aveva già un’altra soluzione. Mi chiese, quindi, di recarmi a Palermo presso un funzionario, di cui non ricordo il nome, per apprendere i dettagli dell’operazione”.

Così, per la seconda volta, Vito Gulotta si recò a Palermo. Questa volta da solo. Raggiunta la sede dell’Ars venne ricevuto da un funzionario che mi fece intendere che “a prescindere dell’effettiva consegna degli arredi mi avrebbe fatto percepire la somma stabilita in precedenza: 16 mila euro, ma non posso escludere che quella del funzionario fosse solo una battuta”. Vito Gulotta, ai carabinieri, ha anche rivelato che tra il primo e il secondo incontro a Palermo, avrebbe ricevuto una chiamata da un funzionario della Regione siciliana che “mi chiese di andare a prendere le misure del materiale che dovevo realizzare”.

Nonostante gli incontri a Palermo, però, Vito Gulotta non ha mai consegnato gli arredi e non ha mai percepito alcuna somma di denaro. Alla domanda se conoscesse il funzionario della Regione Giuseppe Mirici Cappa, Gulotta ha risposto: “Credo che sia il funzionario che ho incontrato quando mi recai da solo a Palermo. Fu Paolo Ruggirello a dirmi di rivolgermi a lui” ed ha anche aggiunto “una volta mi recai nell’ufficio di Cappa, ma non ricordo se era il suo o di altre persone”. 

PROSEGUE
Prossimo capitolo le minacce ricevute da Vito Gulotta.