Scrive Rosario Salone, sulle demolizioni a Pizzolungo
Scrivo a commento dell’articolo sulle “ruspe in azione a Pizzolungo”
Premesso che non possiedo alcun immobile abusivo né a Pizzolungo né in altre parti, e che non intendo in alcun modo giustificare chi si è reso responsabile di abusi edilizi perché la legge è legge e va rispettata.
Trovo però un po’ eccessivo, da parte dell’estensore dell’articolo , etichettare tutte le villette, costruite abusivamente nella zona di Pizzolungo , come “mostri di cemento” facendo di tutta l’erba un fascio.
Nella zona infatti ne conoscevo una appartenente ad un mio caro amico che ci ha vissuto per parecchi anni con la sua famiglia.
Non era assolutamente un “mostro di cemento” era invece una modesta e civile abitazione a mò di villetta edificata dentro i famigerati 150 metri su un terreno libero che prima era discarica a cielo aperto come lo erano altri terreni nella zona di Pizzolungo.
Ormai non c’è più perché il proprietario, responsabilmente, e a suo totale carico,ne ha curato la demolizione in ottemperanza ad un analogo provvedimento che gli era stato notificato da parte del comune di Erice.
Capisco e rispetto il diritto all’informazione ma sicuramente, leggendo questo impietoso articolo, immagino il rinnovato dolore delle famiglie che hanno demolito le loro seppur case abusive dove avevano passato anni della loro vita senza far male ad alcuno, e per di più in regola con le imposizioni fiscali sulla proprietà, rimaste vittime di un incivile andazzo generalizzato creatosi intorno al fenomeno dell’abusivismo selvaggio.
Coloro che hanno fatto l’abuso, andavano e vanno perseguiti e severamente puniti ma adottando, a mio avviso, soluzioni alternative e non , non me ne vogliano i nostri amministratori, in modo così violento e drammatico e per di più notevolmente dispendioso, perchè “cui prodest” e “cui bono”
Come sempre, grazie dell’attenzione e buona serata.
Rosario Salone
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