Mazara, la querelle sulla laguna di Tonnarella/2. Tra tutela ambientale e sviluppo economico
Come già scritto ieri, procediamo con la circostanziata accusa indirizzata dal naturalista Enzo Sciabica a Danilo Marino, neo consulente ‘per lo sviluppo portuale e della fascia costiera’ – a titolo gratuito – del sindaco, Salvatore Quinci. Ed alla replica dell’accusato.
L’ITER AVVIATO DALLA REGIONE ED IL ‘J’ACCUSE’– “La Regione tra il 2009 e il 2012 ha avviato l’istruttoria per l’inserimento della ‘Laguna’ tra le ZPS (Zona Protezione Speciale) mazaresi, ma forze locali di potere, non tanto occulte – denuncia Sciabica – sembra che abbiano bloccato l’iter. A sostenere queste forze sembra che ci sia il neo consulente (a titolo gratuito) del sindaco, ex Capitano di Vascello M. M. Danilo Marino, se è vero che nel 2000, ufficialmente, ha preparato un piano, con la previsione di spesa di 100 miliardi delle vecchie lire, che a quanto pare prevede di sotterrare in parte la laguna e adibire il resto alla ‘cantieristica pesante’, all’accoglimento di naviglio di 10 m. di pescaggio, a ‘centro raccolta rifiuti portuali presidiato’, etc.

Se ciò dovesse rispondere a verità, probabilmente, farebbe bene il neo consulente del sindaco per lo ‘sviluppo della fascia costiera’, in cui ricade la laguna, a prestare più attenzione a quel che dice sugli strumenti urbanistici e sulle zone umide del mazarese più o meno protette. Le sciare – continua il naturalista – sia quelle di Marsala che quelle di Mazara sono devastate, tutti gli anni percorsi da incendi dolosi, bucate da cave che il più delle volte sono usate come discariche. Insomma in buono stato di conservazione non ce n’è che qualche fazzoletto.
“NE RISPONDERÀ IN TRIBUNALE – “Io – replica a Tp24.it Danilo Marino – non sono in alcun modo legato ‘a forze locali di potere occulto’. Considero tali dichiarazioni diffamanti, lesive della mia onorabilità e professionalità e già all'attenzione del mio legale. Il sig. Sciabica risponderà in tribunale di queste accuse. In quel periodo – continua Marino – ero stato delegato dal comandante della Capitaneria di porto di allora (Antonio Basile n. d. a.) a seguire la vicenda, dibattuta nel corso di un consiglio comunale aperto, che voleva discutere di possibili politiche di sviluppo del Porto: io non ho mai pianificato, né ne ho mai avuto la facoltà, e non posso avallare, altresì, investimenti di alcun tipo: quello è compito della Regione Sicilia”. E aggiunge Marino: “Per accogliere naviglio di 10 metri di pescaggio – conclude il neo consulente del sindaco di Mazara – bisogna scavare, non colmare: ma di che cosa parla? Le banchine su alti fondali non possono che essere realizzate all'esterno della colmata. Quanto al ‘centro rifiuti portuali presidiato’ io non ne ho mai parlato”.
MIT E CAPITANERIE INCOMPETENTI SU QUESTIONI AMBIENTALI – “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – prosegue Sciabica – dal quale dipendono le Capitanerie di Porto, presso le quali il Marino ha prestato servizio, interpellato proprio sulla questione laguna, senza mezzi termini non si è sottratto dal proclamarsi incompetente, sia come Ministero, sia come Capitaneria di Porto di Mazara, in relazione a questioni ambientali come quelle poste per la Laguna mazarese. Lo stesso Ministero – conclude Enzo Sciabica – ha invitato i richiedenti a rivolgersi, quindi: al Ministero dell’Ambiente, alla Regione, al Comune”.
Alessandro Accardo Palumbo
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