Il re delle scommesse e i mafiosi di Campobello di Mazara
Abbiamo già parlato del rapporto di John Calogero Luppino con la mafia castelvetranese, ma il re delle scommesse deve il suo impero alla cosca di Campobello di Mazara.
Secondo gli investigatori le relazioni con diversi esponenti della mafia campobellese sarebbero “stabili, costanti e continuative”.
Ed il funzionamento sarebbe stato semplice: tu mi dai “protezione” ed io ti offro il mio sostegno economico.
E’ a Campobello che diventa consigliere comunale dal 2006 al 2010. Ma ancora prima è basilare il suo rapporto con Francesco Luppino, per lungo tempo reggente della famiglia mafiosa e uomo di fiducia di Matteo Messina Denaro.
A lui John Luppino paga le spese legali, 1.500 euro, attraverso un altro pezzo da 90: Raffaele (cinuzzo) Urso.
Ma paga anche il sostentamento della moglie di Francesco Luppino, Lea Cataldo, uscita dal carcere dopo una condanna per favoreggiamento aggravato per aver agevolato Cosa nostra.
Nessuno lo costringe, lo fa per solidarietà: “L’ho fatto io… di mia spontanea volontà, nessuno mi è mai venuto a dire vedi che devi fare questo… no, sono stato io”.
E fa avere i soldi alla donna attraverso una terza persona. Non un esattore, ma un semplice intermediario, che anzi una volta gli comunica una pretesa sopra le righe da parte della Cataldo, alla quale si oppone: “Ieri, siccome io glielo dico e non mi crede, (a bassa voce, ndr) anzi ha detto, dice, gli devi dire se mi dà ottocento euro, ora! Io gli ho detto: non vado a dire niente a nessuno”.
“No, ma glielo puoi dire – risponde John Luppino – ci rice (le dici, ndr) non spingere, que quello… anzi se ci va la, ci rici, neanche si vede più!”
Insomma, senza impegni, solo quando è possibile. E quanto gli dice il cuore.
L’intermediario però si preoccupa nel caso la donna dovesse mandare qualcun altro, ma Calogero John Luppino è categorico: “Ma non viene nessuno, perché lo sanno tutti… che è una cosa mia! Che ho voluto fare je (io, ndr)…”.
E’ uno ben inserito nell’associazione, che ne “conosce le vicissitudini”, sottolineano gli inquirenti.
Ecco perché finisce per dare in gestione a Filippo Dell’Aquila un punto scommesse, pur nella consapevolezza che non sarebbe stato all’altezza.
“Sì… ma lo sapevo che era una barca annegata – confiderà ad un amico – ti sembra che non lo so io… io già lo so…”.
Dell’Aquila (che nel 2019 verrà condannato a 12 anni per mafia) era stato raccomandato da Cinuzzo Urso, ma il rapporto con John Luppino ha tutta l’aria di essere paritario. Anzi, quest’ultimo sembra fare delle elargizioni aggiuntive, vista la sua supremazia economica.
DELL’AQUILA: Calì… compra la televisione che io sono “sbattuto al muro”…
LUPPINO: E va beh Filì… te la sto dando una bella mano d’aiuto…
DELL’AQUILA: Sto facendo… sto… no, te la pago caso mai la televisione…
LUPPINO: Ti pare che è questo il problema…? Eh…
DELL’AQUILA: Sto facendo salti mortali per adesso… va.. sinceramente…
Decideva, nonostante fosse consapevole di affidare il punto vendita ad un soggetto inadatto – aggiungono gli inquirenti – “di procedere nella svantaggiosa operazione economica, sapendo che avrebbe tratto dalla stessa una posizione di maggior forza e rispetto all’interno dell’associazione”.
Egidio Morici
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